Salute

Riconosciuta malattia professionale a vigile Terra dei fuochi morto di tumore

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Roma, 27 mar. (AdnKronos Salute/Labitalia) - Riconosciuta la malattia professionale al tenente dei vigili urbani di Acerra Michele Liguori, deceduto nel gennaio del 2014. Liguori, in forza al nucleo ambiente-ecologia della Polizia municipale di Acerra, ha lavorato nella Terra dei fuochi e durante i sopralluoghi e i rilevamenti che operava nelle discariche abusive (in cui venivano sversati abusivamente rifiuti speciali pericolosi e altamente inquinanti), e nelle aree devastate dai roghi per occultare i resti di scarti industriali, si è esposto alla diossina. Per il patronato Inas Cisl, che ha seguito il caso del vigile morto per un tumore alle vie biliari la cui origine va ricondotta al lavoro che Liguori svolgeva, "ora si aprono nuovi scenari di tutela".

"E' una piccola vittoria in una storia difficile e dolorosa", commenta il presidente dell'Inas Cisl, Antonino Sorgi, il patronato che ha affiancato e sostenuto i familiari del deceduto per ottenere che l'Inail confermasse il legame tra la grave forma di tumore che aveva colpito Liguori e il rischio ambientale connesso alle attività di ispezione e controllo del territorio, effettuate nella Terra dei fuochi.

"Al di là del supporto per la famiglia del vigile urbano che il riconoscimento della rendita ai superstiti rappresenta, il risultato che abbiamo ottenuto dialogando con l'Inail - commenta Sorgi - conferma che Liguori è morto per difendere il luogo in cui viveva, per renderlo più sicuro grazie al proprio lavoro. Con il riconoscimento della malattia professionale - aggiunge - si apre un varco su nuovi scenari di tutela e assistenza dei molti lavoratori (operatori ecologici, lavoratori impiegati in aziende di smaltimenti di materiali pericolosi e molti altri) che sono coinvolti in attività di controllo e bonifica del territorio tra Napoli e Caserta. Un risultato che, seppure non riporterà Liguori ai suoi familiari, conferma il ruolo del vigile di Acerra come eroe di una terra che ha ancora bisogno di chi lotta per affermare la legalità e la giustizia sociale", conclude il presidente dell'Inas Cisl.

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