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Ricerca: studio, nonne 'alleate' di monogamia e longevità

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Milano, 8 set. (AdnKronos Salute) - - Nonne 'garanti' della fedeltà di coppia. Secondo un team americano sarebbero proprio loro le responsabili del fatto che il numero di uomini fertili supera quello delle donne in età procreativa. Elemento che spiegherebbe la tendenza maschile a formare una coppia fissa invece di accoppiarsi con altre partner, e che sarebbe legato a doppio filo con la longevità.

"Sembra che le nonne siano state cruciali nello sviluppo delle coppie fisse negli esseri umani", riferisce sull'edizione online di 'Pnas' l'antropologa Kristen Hawkes dell'università dello Utah. Nella ricerca, Hawkes e il suo gruppo evidenziano come la monogamia sia ciò che ci distingue dagli altri animali, anche molto vicini a noi. E l'ipotesi degli studiosi è che le coppie umane siano il risultato dell'evoluzione delle nostre nonne.

La teoria contraddice la visione classica che lega la solidità di coppia all'istinto di procreazione, per cui l'uomo si occuperebbe della donna perché gli garantisce la discendenza. Secondo la cosiddetta 'ipotesi della nonna', pubblicata da Hawkes insieme a due colleghi alla fine degli anni '90, ci sarebbe invece un terzo protagonista: la nonna appunto. Il motivo per il quale la donna avrebbe più figli non è perché l'uomo le porta il cibo, ma perché la nonna la aiuta con i figli già svezzati. E facendo questo, ne guadagnerebbe in longevità lei e tutta la sua progenie.

Nell'ultimo studio, Hawkes aggiunge un nuovo tassello al puzzle e si concentra sulla preferenza degli uomini più vecchi per le donne giovani, a differenza degli scimpanzè che prediligono compagne più anziane. Un fenomeno che sarebbe riconducibile all'aumento della longevità, al quale le nonne contribuiscono.

Nella ricerca sono stati simulati 60 modelli di evoluzione umana, la metà con la presenza della nonna e il resto senza. Si è osservato che nel tempo aumenta molto la componente maschile di una popolazione. Per esempio, in un periodo compreso tra 30.000 e 300.000 anni simulati, la proporzione di maschi fertili rispetto alle femmine in età procreativa è passata da 77 uomini ogni 100 donne nei modelli che non prevedevano le nonne, a 156 uomini su 100 donne nei modelli con nonne. Ritrovandosi con meno femmine fertili, il maschio tenderebbe dunque a trovarne una e a stabilire un legame duraturo.

Molti antropologi sostengono che la longevità umana è legata soprattutto alla crescita del cervello, mentre per Hawkes e colleghi sarebbe riconducibile invece all'effetto nonna, che starebbe anche all'origine di caratteristiche chiave della nostra specie come l'empatia, la crescita del cervello, la cooperazione e, appunto, le coppie fisse.

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