Salute

Psichiatria: esperto, copilota suicida o aspirante martire ma i controlli?

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Milano, 26 mar. (AdnKronos Salute) - "Suicida plateale con strage di massa per gravissimi problemi psichici, oppure aspirante martire per ragioni religiose o ideologiche". Sono "assolutamente due", agli occhi dello psichiatra Massimo Di Giannantonio, i possibili profili all'interno dei quali inquadrare il drammatico gesto che si ipotizza in queste ore per il copilota dell'Airbus 320 della Germanwings, schiantatosi il 24 marzo sulle Alpi francesi con 150 persone a bordo. "Ma nel caso in cui all'origine della tragedia ci fosse un suicidio su base psicopatologica - osserva il professore ordinario dell'università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara, sentito dall'Adnkronos Salute - ci troveremmo di fronte a un deficit gigantesco dei test psicoattitudinali ai quali i piloti sono obbligati a sottoporsi almeno ogni 6 mesi".

"La prima ipotesi sul terreno - analizza l'esperto - è quella di un atto autolesivo: un suicidio che, per quanto eclatante sarebbe stato avendo comportato la morte di tante persone, resterebbe comunque un gesto autodistruttivo in una persona sicuramente attraversata da gravissimi problemi psichici. Per forza di cose un'accoppiata devastante fra un disturbo dell'umore e un disturbo della personalità", ritiene Di Giannantonio. "Un atto di questo genere, così mortale e irreparabile, rispecchierebbe un mancato controllo degli impulsi e una visione della vita senza speranza, aggressiva e violenta".

"La seconda possibilità, che allo stato attuale non siamo in grado di escludere - prosegue Di Giannantonio - è che si possa essere trattato di un gesto sacrificale di tipo religioso o ideologico. Le vicende recenti del Medio Oriente ci hanno purtroppo insegnato come, rispetto a un indottrinamento e a una sudditanza culturale tipica di certi ambienti estremisti, l'autodistruzione possa essere vista come una strada verso la santificazione. Il martirio che provoca la morte degli infedeli e garantisce un accesso immediato al paradiso".

Lo psichiatra ribadisce la propria perplessità pensando in particolare alla prima ipotesi: nel caso di un 'mix' di gravissimi problemi mentali, "com'è possibile - si domanda - che nessun segnale d'allarme sia stato mai lanciato né sul lavoro né in famiglia? Dal mio punto di vista di psichiatra, la domanda non può che essere questa".

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