Sbocciano i fiori, si intiepidisce il clima, ma soprattutto si allungano le giornate.

La primavera è ufficialmente cominciata il 20 di marzo (vedremo poi perché). 

Quali cambiamenti possiamo aspettarci sul fisico e sull'umore e come possiamo affrontarli al meglio?

La stagione delle allergie 
Gli italiani che soffrono di allergie primaverili si stima siano il 40%. I sintomi li conosce bene chi è sensibile ai pollini: acqua dal naso, starnuti a raffica, prurito o arrossamento degli occhi, congestione nasale, tosse secca, spesso notturna, a volte accompagnata da sibilo, asma.

Graminacee, betullacee e parietaria sono i principali allergeni che colpiscono in primavera, ma anche il cipresso ha una stagionalità che si allunga oltre la fine di marzo e dà fastidio a sempre più persone.

Per limitare i danni, le persone più sensibili faranno meglio a evitare di uscire all'aperto nelle giornate con clima più secco e ventoso, nelle quali la concentrazione di pollini è più elevata. Se dovete svolgere lavori all'aperto, può essere utile proteggervi con una mascherina. Tenete i finestrini chiusi quando viaggiate in auto e in treno. E infine fatevi una bella doccia, completa di shampoo, ogni sera, per evitare che i pollini che possono restare sulla pelle e nei capelli si depositino su lenzuola e cuscino dandovi il tormento tutta la notte.

Stress per colpa della luce
Verrebbe da pensare che l'arrivo della bella stagione induca pensieri positivi e faciliti il relax.
Pare purtroppo che sia vero il contrario: l'esposizione a una luce più intensa per un maggior numero di ore durante la giornata comporta un aumento della produzione di cortisolo, l'ormone dello stress. Che siamo in grado di produrlo è un bene, perché la sua funzione è quella di aiutarci ad affrontare sfide e difficoltà.

La sua sovrapproduzione primaverile dovrebbe servire a soddisfare il maggiore fabbisogno energetico dovuto all'allungamento delle giornate, di fatto però potrebbe avere conseguenze negative come un aumento del nervosismo, sbalzi di umore, disturbi del sonno. In persone che già soffrono di disturbo ansioso o depressivo poi, la primavera rischia di acuire i sintomi.

Quindi i soggetti più sensibili possono trovarsi a sperimentare difficoltà respiratorie, vertigini, sensazione di svenimento, attacchi di panico.

Perché il cambiamento sia meno brusco, può aiutare indossare degli occhiali da sole nelle ore in cui la luce è più forte, in modo da adattarsi progressivamente all'aumento della luminosità. Sono da evitare anche gli sbalzi di temperatura, perciò meglio non coprirsi troppo per evitare di sentirsi accaldati. Il desiderio di rimettersi in forma, che arriva puntuale ogni primavera, potrebbe spingervi a una full immersion di attività fisica che è però sconsigliata. Anche in questo caso meglio andare per gradi, cominciando con 30 minuti di attività leggera al giorno.

Io vado in letargo
I cambiamenti delle ore di luce e della temperatura ai quali il nostro corpo è esposto nel passaggio dall'inverno alla primavera, oltre ad aumentare l'ansia e lo stress in alcuni, in molti altri causano una sensazione di stanchezza e a volte di autentica spossatezza, con aumento della sonnolenza.

La melatonina, un ormone che regola il ciclo sonno-veglia, viene prodotta con il calare dell'oscurità. Aumentando le ore di luce, se ne produce meno e questo può scombussolare le abitudini del sonno e farci sentire quindi per qualche giorno o settimana più stanchi del solito anche nelle ore diurne. Il passaggio all'ora legale, che avviene alla fine di questa settimana, peggiora ulteriormente il problema.

Non esistono vere contromisure a questo fastidio se non quella di condurre una vita il più possibile regolare, con un po' di attività fisica quotidiana e seguendo una dieta equilibrata, senza eccessi.

Meglio evitare gli alcolici e gli alimenti molto ricchi di grassi e zuccheri, che rallentano la digestione e affaticano il fegato. Abbondate invece nel consumo di frutta e verdura, che contribuiscono a fornirci vitamine e minerali che servono a darci l'energia di cui in questo periodo abbiamo più bisogno.

L'equinozio di primavera
Si diceva che la primavera comincia ufficialmente il 20 di marzo 2017. Ma perché? non era il 21 "di solito"?
Tutto dipende dall'equinozio.
Il vero significato di equinozio è che la durata del giorno e della notte si equivalgono. Quello che noi percepiamo come un fenomeno più che altro meteorologico è in realtà la conseguenza di un evento astronomico, la cui data, un tempo fissata per convenzione il 21 marzo, può variare dal 19 al 21 marzo. Quest'anno cade proprio oggi, ma cosa succede esattamente?

Il piano dell'equatore celeste (l'asse di rotazione della Terra su se stessa) è inclinato di 23° rispetto al piano dell'eclittica (l'orbita della rivoluzione della Terra intorno al Sole). Questi due piani si intersecano durante il corso di un anno in due punti.

Quello in cui il Sole passa dall'emisfero australe a quello boreale si chiama equinozio di primavera o nodo ascendente, quello in cui il Sole passa dall'emisfero boreale a quello australe si chiama equinozio di autunno o nodo discendente. Questo spiega perché quando da noi è estate, nell'emisfero sud è inverno e viceversa.

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