Salute

Pediatria: invasione pidocchi fino a fine marzo, 1,5 mln di bambini colpiti

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Roma, 26 feb.(AdnKronos Salute) - Dopo l'ondata influenzale, che ha colpito duramente soprattutto nelle scuole, torna l'allarme pidocchi. "Fino a fine marzo è il periodo più 'caldo' per questi parassiti, che segnano un aumento del 10% dell'incidenza in queste settimane. E ogni anno affliggono un milione e mezzo di alunni 'under 18'". Parola del pediatra di Milano Italo Farnetani, che sottolinea come i più colpiti, in questo periodo, sono i più piccoli: ogni anno a fare i conti con le infestazioni sono "ottocentomila bambini da uno a sei anni, cinquecentomila da sei a dodici anni e duecentomila fra tredici e diciotto anni".

Per battere questi piccoli ma fastidiosi parassiti, "il segreto è conoscere i loro tempi. Le lendini - spiega Farnetani all'Adnkronos Salute - una volta annidatesi sul capello, si schiudono dopo otto giorni. E prediligono l'area della nuca e quella intorno alle orecchie. Piccole, biancastre ed ovoidali, si collocano preferibilmente a un cm dalla base del capello e non volano via al soffio, come invece fanno le scaglie di forfora. Ecco perché basterebbe un controllo attento una volta a settimana tutti i sabati per intercettare le lendini prima che si schiudono. Un approccio fondamentale per evitare di trovarsi a gestire importanti infestazioni".

"Ormai sappiamo che i pidocchi in genere iniziano a diffondersi dopo circa un mese dall'inizio dell'anno scolastico - sottolinea Farnetani - proprio per via dei tempi di richiesti dalle lendini per schiudersi. E questo, fino a fine marzo, è il periodo 'peggiore'. Su questo fenomeno - tiene a precisare il pediatra - circolano ancora discriminazioni e false credenze". Una su tutte è la vecchia regola che 'prescrive' un taglio drastico dei capelli: "Non serve, anzi espone a più rischi. Il pidocchio - spiega infatti l'esperto - è un animale estremamente fragile, quindi se trova un capello lungo incontra anche più difficoltà ad annidarvisi".

Ecco perché anche i maschietti si trovano a fare i conti con i pidocchi. Altro 'dogma' da sfatare, quello della pulizia: "Prendere i pidocchi non è affatto una questione di scarsa igiene o di basso livello sociale. E' soltanto un fatto di sfortuna. Basta essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, e anche la chioma più pulita, corta o chiara non può sfuggire all'attacco". Infine, è inutile far saltare la scuola a un bimbo colpito dai pidocchi: "In farmacia sono disponibili vari trattamenti efficaci - continua il pediatra - anche se piuttosto costosi. Una volta che li ha iniziati, il bambino può tranquillamente tornare in classe, senza alcuna paura di passare i pidocchi ai compagni. L'unica raccomandazione - evidenzia - è quella di ripetere il trattamento a distanza di 8-10 giorni, per intercettare anche i parassiti magari sfuggiti alla prima disinfestazione".

In questo periodo dell'anno inoltre, il pediatra consiglia di fare attenzione a cappello e sciarpa. "Meglio non appenderli vicino a quelli dei compagni, perché i parassiti possono 'invaderli': il consiglio è quello di infilare il berretto e la sciarpa nella tasca della giacca", al sicuro. In caso di infestazione, gli abiti vanno "lavati a 90 gradi o a secco. E così anche le lenzuola. Il trattamento per la chioma - ricorda Farnetani - uccide le lendini, ma non le porta via. Suggerisco quindi dopo un lavaggio con acqua e aceto e un passaggio con il classico pettine fitto".

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