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Salute

Papilloma virus e vaccini: perché l'inchiesta di Report è stata contestata

Per la mancanza di dati scientifici e di un contraddittorio, la trasmissione di Rai 3 sugli effetti avversi dell'Hpv ha scatenato dure polemiche

Si torna a parlare di vaccini, si torna a sottolineare la loro efficacia, si torna discuterne gli effetti avversi. Prendendone in esame uno in particolare: il Vaccino contro il Papilloma virus (Hpv) che è stato posto al centro di polemiche scatenate dopo la messa in onda della puntata del 17 aprile da Report, la trasmissione di Rai Tre, dal titolo Reazioni avverse.

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Quali sono i dubbi di Report sul vaccino anti-Papilloma virus?
Tutti conoscono Report, il programma che per 20 anni è stato condotto da Milena Gabanelli che ha fatto della storia del giornalismo d'inchiesta e di denuncia il suo baluardo, smascherando numerose bufale. Ora quella stessa trasmissione, orfana di "madre", e condotta da Sigfrido Ranucci, indaga sopratutto sulle conseguenze indesiderate del vaccino contro il papilloma virus e punta il dito sulle incertezze relative all’efficacia, fa sorgere sospetti sulla correttezza dei numeri forniti dalle fonti ufficiali delle istituzioni e instilla paure che gli effetti avversi dello stesso vaccino possano essere molto più gravi (e diffusi) di quanto venga davvero denunciato.

Per chi non ha visto Report
Il servizio trasmesso da Report ha preso in esame alcune storie di donne che presentano dolori diffusi, permanenti, che sarebbero insorti dopo l'iniezione del vaccino. Per alcune i malesseri sarebbero riconducibili dopo la prima somministrazione, per altre dopo la seconda. Ma quale sarebbe il legame tra le donne e l'anti-hpv? La coincidenza temporale, che secondo quanto si evince dalla trasmissione dovrebbe essere sufficiente a provare il rapporto di causa-effetto. Troppo poco per mettere "sotto inchiesta" il vaccino, troppo per non scatenare una polemica. Altro nodo cruciale, ma anello debole della trasmissione, sono alcuni degli esperti citati e intervistati che non riportano, pur contestando il vaccino, alcun dato scientifico. Al centro della trasmissione l'immunologo di Tel Aviv Yehuda Shoenfeld, Antonietta Gatti, medico indipendente novax e Peter Gotzsche, di Chchrane Nordic, che occupandosi di sicurezza in sanità ha inviato una lettera all'Ema (Agenzia Europea dei Medicinali) sostenendo di avere dei dubbi sui criteri di sicurezza dei vaccini.

Quali sono state le contestazioni?
La parte scientifica della trasmissione è stata ridotta al minimo e manca di un contraddittorio. Infatti, non ci sono voci autorevoli che illustrano anche i benefici del vaccino, come per esempio i 200 milioni di persone vaccinate o gli studi sulla sicurezza e l'efficacia dei sieri somministrati.

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Le polemiche. Il punto secondo Iss
Dalla trasmissione Report " è stata fatta cattiva informazione, per non dire peggio". Queste le parole del presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, in merito alla trasmissione dedicata alla vaccinazione anti-Hpv ed ai suoi presunti effetti collaterali. "Non si sono enfatizzati i danni della malattia, ovvero dei tumori causati dal virus hpv, che ogni anno coinvolgono migliaia di donne e si è invece enfatizzato - rileva Ricciardi all'ANSA - su una serie di presunti effetti collaterali, peraltro associati ad immagini forti".

Il frutto di questa "cattiva informazione - avverte il presidente Iss - è che riceviamo centinaia di sollecitazioni da genitori che hanno paura di vaccinare i figli". Eppure, spiega, "questo è il primo vaccino in grado di prevenire il cancro della cervice uterina in primis, ma anche altre patologie oncologiche come quelle dell'ano, della bocca, del collo, ed anche una serie di malattie meno gravi come i condilomi a trasmissione sessuale". Ricciardi sottolinea inoltre come il vaccino anti-hpv sia stato somministrato "in milioni di dosi in tutto il mondo ed è quindi un vaccino sicuro ed efficace". A fronte dei risultati scientifici c'è poi l'impressionante dato della mortalità per tumori correlati al virus: "Ogni anno, in Italia circa 1000-2000 donne muoiono ancora di cancro alla cervice uterina. Sono tutte morti evitabili perchè con il vaccino - afferma - si previene l'infezione da hpv e, dunque, la sua degenerazione in tumore". Attualmente, conclude il presidente Iss, "il vaccino è garantito gratuitamente a tutte le ragazze dodicenni e con il nuovo Piano vaccinale anche ai maschi adolescenti; è inoltre pure prevista una strategia di recupero per le donne di età più matura".

La contestazione da parte dellEma
Si mette di traverso a Report anche Enrica Alteri, a capo della divisione che si occupa delle valutazioni per i farmaci a uso umano dell'agenzia europea per il farmaco (Ema), proprio intervistata durante il servizio. "L'intervista è durata più di un'ora e mezzo e ho discusso ampiamente tutti i punti di vista e le critiche. Nel servizio sono stati invece incollati una serie non di fatti ma di punti di vista scollati tra di loro per una storia che non ha ne' capo né coda". Quello che non è stato messo in evidenza, lamenta Autieri, "è l'interesse per i pazienti da parte dell'agenzia europea. Noi abbiamo avuto i pazienti qui all'Ema - spiega -, li abbiamo ascoltati e abbiamo capito che in molti sistemi sanitari, come ad esempio in Danimarca, queste sindromi non erano riconosciute come tali e hanno dovuto cercare di trovare un punto d'incontro tra quello che loro vivevano e cosa poteva causarlo. Focalizzandosi sul vaccino hanno ottenuto attenzione sulle ragazze. In Danimarca la copertura è scesa dall'80% al 20%. Quando tra cinque-dieci anni queste ragazze avranno condilomi o un tumore della cervice uterina con chi se la prenderanno?". Le segnalazioni di reazioni avverse, aggiunge l'esperta, sono monitorate attentamente dall'agenzia. "Non esiste una medicina sicura al 100%, ogni medicina ha una serie di reazioni avverse, quello che è importante è stabilire il rapporto rischio-beneficio e che il beneficio sia largamente maggiore dei rischi piccoli o grandi. È importante anche rassicurare sul fatto che non tutti gli effetti avversi registrati sono correlati ai farmaci".

Cosa ha detto il ministro Beatrice Lorenzin
"Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto di grave disinformazione ed è quanto ha fatto la trasmissione di Rai3 Report, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l'uomo è riuscito a produrre". Lo afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sottolineando che si tratta di un vaccino "sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio". Report, rileva il ministro in una nota, "ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale. I più grandi virologi mondiali affermano che le evidenze scientifiche dimostrano in maniera inoppugnabile come l'anti Hpv sia dotato di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia".

Che cos'è il Papilloma virus?
Il Papilloma virus o infezione da Hpv è un virus comune che infetta la pelle e le membrane mucose. Per il momento sono stati identificati cirac 120 tipi, di cui circa 30 si trasmettono tramite rapporti sessuali intimi. Circa 12 tipi, definiti "a basso rischio", sono invece la causa dei condilomi. Inoltre, esistono 15 "ad alto rischio" che possono causare il cancro cervicale.

Cosa può causare l'Hpv?
Il papillomavirus umano (Hpv) può causare principalmente lesioni alla cervice uterina e all'ano, che possono evolvere in tumori sia negli uomini che nelle donne impiegando anche 10 anni e non presentando sintomi. Contro questo virus esiste però, da 11 anni, un vaccino che i ricercatori definiscono efficace e sicuro e che è in grado di prevenire migliaia di potenziali decessi. Ad oggi, il vaccino è utilizzato in 132 paesi ed oltre 208 milioni di dosi sono state distribuite in tutto il mondo per oltre 65 programmi di immunizzazione. In Europa il 95% dei casi di cancro al collo dell'utero è provocato da 11 tipi di hpv ad alto rischio ed ogni anno, nel Vecchio continente, l'hpv è responsabile di 34.700 casi di cancro cervicale, 6.400 casi di tumori anali, 1.800 casi di cancro alla vulva, 1.500 di cancro vaginale e oltre 650mila nuovi casi di verruche genitali. Ogni giorno, 35 donne muoiono in Europa per il tumore al collo dell'utero. Solo in Italia, si stima che ogni anno l'hpv sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi e 3000 casi di tumore della cervice, di cui 1000 letali. L'Hpv  è però un virus molto diffuso e quasi tutte le persone sessualmente attive lo contraggono: il 60-90% delle infezioni si risolve tuttavia entro 1-2 anni dal contagio. A volte, però, il sistema immunitario non riesce ad eliminare il virus e l'infezione si sviluppa in modo quasi sempre silente e nell'arco di alcuni anni può condurre alla formazione di lesioni precancerose e cancro. Attualmente è anche disponibile un nuovo vaccino che protegge contro 9 ceppi del virus, allargando così la protezione ad un maggior numero di tipi di Hpv. Il vaccino contro il Papillomavirus e' oggi gratuito per le adolescenti, ma con i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) è stato esteso anche ai ragazzi maschi, per riuscire a debellare la diffusione del virus. 

Coperture vaccinali: disponibili i nuovi dati al 31 dicembre 2015
I dati 2015 di copertura vaccinale (rilevati e diffusi sul portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica) per la vaccinazione anti-Hpv nelle dodicenni in Italia mostrano una lieve diminuzione (rilevazioni 2014 della corte 2000: 1 dose, 75,2%, ciclo completo 70,8%; rilevazioni 2015 della corte 2001: 1 dose, 73,1%, ciclo completo 70%). Lo riferisce il ministero della Salute nell’aggiornamento al 31 dicembre 2015 dei dati di CV, nazionali e regionali. Come ogni anno, vengono presentati i dati relativi all’ultima coorte oggetto di chiamata attiva (2003) e i dati aggiornati delle coorti di nascita precedenti (1997 - prima coorte invitata attivamente - 1998, 1999, 2000, 2001, 2002 e 2003). Nonostante si evidenzi un’ampia variabilità tra le Regioni e Province autonome per tutte le coorti (37-87% per la coorte 1998; 37-84% per la coorte 2001), la copertura vaccinale media per Hpv nelle ragazze italiane è discreta se si confrontano i dati con gli altri Stati europei, anche se rimane al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale – Pnpv (95%). A partire dal 2007-2008, la vaccinazione anti-Hpv è offerta gratuitamente e attivamente alle bambine nel 12simo anno di vita (11 anni compiuti) in tutte le Regioni. Da sottolineare che nel nuovo Pnpv 2017-2019 è prevista la vaccinazione gratuita anche per i maschi nel 12simo anno di età.

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