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Salute

Papilloma virus: arriva in Italia il nuovo vaccino 9-valente

Disponibile da ottobre, sostituirà il bivalente e quadrivalente, riducendo di un quinto il rischio tumori anche negli uomini

Tra ottobre e novembre sarà disponibile in tutte le farmacie italiane il nuovo vaccino contro il papilloma virus umano (HPV), in grado di offrire protezione contro i principali nove tipi di HPV (6-11-16-18-31-33-45-52-58) con un’efficacia dimostrata del 97%.

Il vaccino 9-valente è un’evoluzione dei due vaccini raccomandati fino ad oggi nel nostro Paese, il bivalente e il quadrivalente: ridurrà di circa il 20% i tumori da HPV e del 50-80% le lesioni precancerose in entrambi i sessi. Gli esperti stimano che in futuro porterà ad una quasi eliminazione delle patologie HPV correlate.

Ma come si diffonde il virus e quali sono le conseguenze a cui può portare? E quando è meglio iniziare la profilassi? A queste ed altre domande sull’HPV risponde la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici.

Le infezioni da HPV

Colpiscono entrambi i generi: recenti studi clinici hanno evidenziato che solo in Italia si registrano ogni anno 2.000 nuovi casi di carcinomi (oro-faringeo, ano-rettale e del pene) tra gli uomini e 4.400 nuovi casi (oro-faringeo, vaginale e della cervice uterina) tra le donne.

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità confermano inoltre che fino all’80% delle donne sessualmente attive e il 50% degli uomini abbia avuto un’infezione da virus HPV nel corso della vita. L’unica vera arma di prevenzione è il vaccino.

Quanti sono i tipi di virus HPV

Sono oltre cento: secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità si stima che circa l’89% dei carcinomi da HPV e l’82% delle lesioni precancerose di alto grado siano correlati ai sette tipi di HPV 6/18/31/33/45/52/58.

Di questi, il tipo 16 e il tipo 18 sono ad alto rischio oncogeno, mentre il 6 e l’11 sono all’origine delle lesioni precancerose: in Italia sono responsabili ogni anno di 80.000 nuovi casi di condilomi genitali nei maschi e 130.000 nelle femmine.

Tumori correlati al virus

I tipi oncogeni di HPV, oltre ad essere responsabili della totalità dei tumori della cervice uterina, sono la causa di circa il 90% dei tumori dell’ano, 70% dei tumori della vagina, 50% dei tumori del pene e 40% dei tumori della vulva. L’HPV risulta inoltre coinvolto in circa il 60%, dei tumori dell’orofaringe (inclusi i tumori delle tonsille e della base della lingua).

A livello mondiale l'infezione da HPV rappresenta la causa necessaria perché si sviluppi il cancro del collo dell’utero che, con circa 500.000 nuovi casi all’anno e 250.000 decessi, è il primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile a un’infezione;

nell'Unione europea, è il secondo tumore più frequente tra le donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni, dopo quello della mammella.

Come si diffonde il virus

L’infezione da HPV non si contrae solo per via sessuale e coinvolge entrambi i sessi: può essere trasmessa, infatti, anche per via cutanea.

La maggior parte delle infezioni, fra il 70 e il 90%, è transitoria perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno, ma nei casi più gravi è l’origine di carcinomi e lesioni precancerose.

Quando effettuare la vaccinazione

Il nuovo vaccino 9-valente rappresenta un’importante novità nello scenario della prevenzione, un nuovo strumento di protezione verso il maggior numero di tumori da HPV, anche nel maschio.

La maggiore prevalenza di infezioni da HPV si riscontra all’età di 20 anni, proprio in coincidenza con il recente inizio dell’attività sessuale, per questo motivo la vaccinazione deve essere somministrata prima di entrare in contatto con il virus per avere la massima protezione possibile.

L’età ideale è fra i 9 e 14 anni: in Italia la strategia scelta è la vaccinazione con una schedula a 2 dosi fino a 14 anni; con 3 dosi dopo i 14 anni. Nei soggetti immunocompromessi, si raccomanda la vaccinazione con 3 dosi.

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccini 2016-2018, ancora in attesa di approvazione, prevede la vaccinazione universale anti-HPV.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie di tutti i Paesi raccomandano una vaccinazione anti-HPV precoce, già tra i pre-adolescenti, in un’età compresa tra gli 11 e i 12 anni, quando la risposta immunitaria è migliore e il beneficio è massimo.

In Italia attualmente in nove Regioni (Trentino, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) viene effettuata la vaccinazione universale contro l’HPV, vaccinando anche il maschio.

 

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