Salute

Congelare gli ovociti: un'assicurazione per le future mamme

Conservare i propri ovuli in gioventù può essere la soluzione per avere, anche dopo i quarant’anni, buone possibilità di una gravidanza 

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Le statistiche parlano chiaro: sono sempre di più le donne che oggi scelgono di diventare mamme tra i 35 e i 45 anni. Uno studio appena pubblicato della clinica ginecologica Mangiagalli di Milano ha evidenziato come le puerpere di età compresa tra i 25 e i 34 anni (44,7%) siano diminuite rispetto alle cosiddette “primipare attempate”, arrivate al 48% della popolazione femminile.

Certo, la capacità riproduttiva di una trentenne non è quella di una quarantenne: rimanere incinta dopo gli "anta" diventa un percorso difficile, fatto spesso di tentativi andati a vuoto. Una soluzione al problema è la vitrificazione dei propri ovociti in età giovanile per poterne disporre in età più avanzata se le circostanze di vita non hanno permesso prima la maternità.

"La vitrificazione degli ovociti è una tecnica che permette di spostare in avanti, al tempo desiderato, la maternità di una donna. Congelando infatti in una età compresa tra i 20 e i 35 anni i propri ovuli, questi mantengono  la stessa capacità riproduttiva presente al momento in cui vengono prelevati", spiega Daniela Galliano, ginecologa specialista in infertilità presso la clinica IVI di Barcellona.

"Questa tecnica è consigliata non solo per le donne che vogliono posticipare il momento della maternità ma anche per le pazienti oncologiche che stanno per sottoporsi a trattamenti tossici per le ovaie come la chemioterapia o la radioterapia. Il progresso nel campo delle cure oncologiche e l'efficacia dei programmi di screening precoce sono riusciti ad elevare considerevolmente la percentuale di guarigione e sopravvivenza di alcuni tumori, peró dopo essersi curate dal tumore le pazienti non riescono purtroppo piu ad avere figli, a meno che non abbiamo preservato la propria fertilitá prima dell’inizio della chemioterapia.  Il nostro motto è “ Nessuna donna curata dal cancro senza figli!”. La vitrificazione degli ovociti è anche indicata in donne a rischio di subire ripetuti interventi chirurgici dell’ovaio, come ad esempio le pazienti affette da endometriosi".

Se si ricorre alla vitrificazione degli ovociti per un problema di salute, come nel caso delle pazienti malate di cancro, l'intervento è a carico del Servizio Sanitario. Altrimenti è possibile effettuarlo con una spesa che, in Italia, è di 3 mila euro e comprende il primo anno di conservazione. A questo si devono aggiungere 300 euro per ogni anno successivo di conservazione. Leggermente più basse le tariffe in Spagna: 2.500 euro per il prelievo degli ovociti e la conservazione i primi due anni

 

"Essere “mamme in ritardo” non è una colpa ma a volte una scelta fatta con più consapevolezza, perché si sono raggiunte determinate sicurezze come, ad esempio, una maggiore stabilità socioeconomica o lavorativa. La vitrificazione degli ovuli è indicata in moltissimi casi. Oltre a quelli già citati pensiamo alle pazienti affette da malattie autoimmuni come il lupus, l’artrite reumatoide, la glomerulonefrite, patologie che si curano con farmaci citotossici, ovvero dannosi per le cellule".

Altri vantaggi?

La vitrificazione ovocitaria permette di creare delle "banche" in cui conservare le proprie cellule “uovo” congelate, delle vere e proprie “banche della fertilità”, e di evitare quindi la necessitá di ricorrere alla donazione di ovuli da parte di un’altra donna. Il fine ultimo ovviamente è l’inseminazione dei propri ovociti e la conseguente gravidanza.

In cosa consiste la vitrificazione?

A differenza del congelamento lento, la vitrificazione è un processo di congelamento ultraveloce con il quale un liquido si trasforma in un solido molto viscoso dalla consistenza vetrosa. Grazie all’estrema velocità del raffreddamento non si formano quei cristalli di ghiaccio che potrebbero danneggiare la struttura cellulare dell’ovulo come avverrebbe in una procedura di congelazione lenta.

Quali sono le fasi del procedimento?

I passi sono gli stessi di un ciclo di fertilizzazione in vitro: stimolazione ovarica con basse dosi di ormoni, aspirazione degli ovociti che invece di venire inseminati e fecondati vengono vetrificati (metodo Cryotop) e quindi conservati successivamente in azoto liquido a -196°C.  Per l'uomo, questo problema è molto più semplice: è sufficiente congelare qualche campione di sperma e il problema è già risolto.

Quanto tempo si possono conservare gli ovuli vitrificati?

Non ci sono limiti: per tutto il periodo in cui la paziente lo desideri o abbia la necessità di farlo.

Quali sono le percentuali di successo dopo l’inseminazione  artificiale?

Nella vitrificazione degli ovociti con la tecnica Cryotop, sono state raggiunte cifre di sopravvivenza fino al 97% in pazienti che hanno meno di 35 anni con tassi di gravidanza del 65%. Non ci sono differenze significative dal punto di vista statistico con i risultati ottenuti con un gruppo di ovociti freschi.

Perché se ne parla ancora poco?

Perché per una strana ragione il pensiero comune in Italia è che se una donna sceglie di diventare mamma tardi è colpa sua, quindi, se il percorso presenta tante difficoltà, peggio per lei, ci poteva pensare prima. La vitrificazione degli ovociti invece è una tecnica perfetta per le donne che, pur non volendolo, devono posticipare la maternitá, perché per varie ragioni la loro situazione personale in quel momento non è ideale per la procreazione.

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