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Salute

Obesi ma sani: conta di più la forma fisica dei chili

Due studi pubblicati sull'European Heart Journal mettono in discussione le certezze mediche in fatto di sovrappeso: gli obesi in forma stanno benone

L’obesità è contagiosa

Dimenticate l'estetica, la prova costume, i corpi snelli e abbronzati che vi affibbiano il solito doloroso schiaffo morale ogni volta che accendete la tv, sfogliate una rivista o alzate gli occhi verso un cartellone pubblicitario. La ragione principale per la quale sarebbe necessario perdere peso, se avete dei chili di troppo, non è la bellezza ma la salute. O almeno così siamo sempre stati abituati a pensare e questo è il grido di allarme che arriva forte e chiaro dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Due nuovi studi però mettono in discussione questa granitica certezza, spezzando finalmente una lancia in favore di chi veste taglie abbondanti.

Lo racconta il sito del quotidiano spagnolo El Mundo , citando due ricerche appena apparse sullo European Heart Journal, dalle quali emerge un elemento con cui la classe medica dovrà fare i conti: il paradosso dell'obesità. Il primo studio, frutto della collaborazione tra studiosi dell'Università di Granada, in Spagna, e Università del South Carolina, negli Stati Uniti, ha individuato un fenotipo assai particolare: l'obeso metabolicamente sano. Su 43.265 partecipanti a uno studio durato dal 1979 al 2003, sono stati realizzati test per verficare la forma fisica, misurazioni corporali e poi è stata verificata la causa del decesso di coloro che sono morti durante il follow up.

Gli autori hanno concluso che esiste nell'ampio campione un gruppo di persone normopeso sane, un gruppo di obesi che hanno sviluppato problemi associati al proprio peso eccessivo e infine un terzo gruppo composto da oltre 5.000 persone che sono del tutto sane nonostante la loro obesità. Come spiegare quello che appare come un controsenso? "Sicuramente ci sono vari fattori che spiegano la situazione", ha raccontato uno degli autori, Francisco Ortega, a El Mundo, "noi abbiamo verificato che queste persone avevano una caratteristica in comune: la forma fisica".

Quando si conducono studi sugli obesi, spiega Ortega, si tende a valutare parametri clinici come la pressione, i trigliceridi e altro ma "poche volte si tiene conto della forma fisica del paziente". Nella sua ricerca Ortega ha invece misurato la capacità aerobica e cardiorespiratoria dei pazienti oltre a tutte le altre misurazioni relative al peso, all'indice di massa corporea e alla percentuale dii massa grassa. Gli appartenenti al gruppo dei "grassi sani" avevano una condizione fisica ottimale, paragonabile a quella di una persona di peso normale.

Basandosi su questi dati gli autori hanno calcolato che questo gruppo di persone ha un rischio di morte per tutte le cause del 38% inferiore rispetto agli obesi metabolicamente meno sani. La conclusione è che tenersi in forma facendo attività fisica forse non trasformerà un obeso in un'acciuga, ma sicuramente gli migliora di molto la salute e l'aspettativa di vita.

Secondo l'altra ricerca citata da El Mundo, poi, i chili di troppo potrebbero addirittura salvarla la vita, e qui siamo oltre il paradosso. Lo studio svedese ha preso in esame oltre 64mila pazienti che hanno sviluppato una sindrome coronarica acuta (come l'angina o un infarto del miocardio) tra il 2005 e il 2008. Quello che hanno scoperto è che le persone molto magre, con indice di massa corporea inferiore a 18,5 kg per metro quadrato, avevano un rischio doppio di morire per queste patologie cardiache rispetto ai normopeso (tra 21 e 23,5 kg/m2), e addirittura triplo rispetto alle persone in sovrappeso, con IMC superiore a 26,5. Il rischio tornava a salire, raggiungendo il picco massimo, nei casi di obesità grave, con IMC sopra i 40 kg/m2. La conclusione degli studiosi è che non necessariamente perdere peso rappresenta un fattore protettivo per chi soffre di disturbi cardiaci: i risutati dello studio svedese sembrano suggerire l'esatto contrario.

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