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Salute

Rischio di mortalità? Dipende da quanto sei in forma

Le prestazioni sul tapis roulant predicono il rischio di morire nei 10 anni successivi

Prendi 10 persone della stessa età e dello stesso sesso, mettile su un tapis roulant e falle camminare aumentando gradualmente velocità e pendenza. La durata della loro resistenza, messa in formula matematica, ti dirà chi tra loro ha una più alta probabilità di morire nel corso dei prossimi 10 anni. No, non è un nuovo reality sadico sulle persone obese, ma il risultato di uno studio, appena pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, condotto dai cardiologi del Johns Hopkins, basandosi sui risultati delle prove di test da sforzo per il cuore svolte su 58.000 pazienti.

Tu quanto puoi correre?

Che la forma fisica sia un ottimo alleato contro il rischio di morire prematuramente lo sappiamo già, quello che mancava fino a ora era uno strumento pratico in grado di aiutare sia i medici sia i pazienti a visualizzare il livello di rischio legato alla mancanza di allenamento. Il livello di fitness si rileva con due parametri: la frequenza cardiaca di picco raggiunta durante l'esercizio intenso e la capacità di tollerare lo sforzo fisico, misurata dai cosiddetti equivalenti metabolici o MET, che indicano quanta energia il corpo spende durante l'attività fisica. A uno sforzo più intenso corrisponde un MET più alto, quindi per esempio una camminata lenta equivale a 2 MET mentre la corsa corrisponde a 8 MET.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 58.020 persone tra i 18 e 96 anni, sottoposte tra il 1991 e il 2009 a un test da sforzo standard per la valutazione di dolore toracico, mancanza di respiro, svenimenti o vertigini. In base alle loro prestazioni, le persone sono state suddivise in diversi livelli di fitness. Gli autori hanno rintracciato, nell'ambito di ogni livello di fitness dei partecipanti, quanti erano morti per qualsiasi causa nel decennio successivo. I risultati rivelano che tra le persone della stessa età e dello sesso, il livello di forma fisica misurata dai MET e dalla frequenza cardiaca di picco è stato il singolo più potente predittore di mortalità e sopravvivenza, anche tenendo conto di altre variabili importanti come il diabete ed eventuali casi di morte prematura in famiglia.

A che punto della scala?

Grazie a questi risultati, gli autori hanno messo a punto il FIT Treadmill Score, un punteggio facile da calcolare che fornisce un'indicazione immediata del rischio di mortalità di un paziente. La scala va da -200 a +200: chi ottiene un punteggio sopra lo zero ha un rischio di mortalità più basso mentre chi ottiene un punteggio negativo ha un rischio più elevato. I pazienti che hanno ottenuto 100 o più avevano un rischio del 2 per cento di morire nel corso del decennio successivo, mentre per quelli con punteggi compresi tra 0 e 100 il rischio saliva al 3%. Ma è andata ancora peggio a coloro che non hanno raggiunto lo zero: fino a -100 il rischio di morire nei dieci anni successivi era dell'11%, dal -100 al -200 saliva fino al 38%.

Per due persone della stessa età, perciò, trovarsi agli estremi opposti della scala della forma fisica implica una differenza di rischio di mortalità enorme. Nell'articolo gli autori pubblicano un grafico che illustra visivamente il rapporto tra minore forma fisica e maggiore rischio di morte e suggeriscono ai loro colleghi di utilizzarlo nella pratica clinica per rendere chiaro oltre ogni dubbio ai pazienti quanto forte sia il legame tra il livello di allenamento fisico e la salute del cuore.

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