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Salute

Morbillo, allarme OMS per l'Italia: non basta il decreto

Il nostro paese è pecora nera in Europa per numero di casi. Nei primi sei mesi del 2017 sono stati oltre 3.000 contro i 5.000 dei quattro anni precedenti

Mentre i free-vax organizzano cortei e fiaccolate per protestare contro lo Stato che vuole obbligare i loro figli a sottoporsi a quelle che ritengono essere troppe vaccinazioni, come requisito indispensabile per l'iscrizione a scuola, l'Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un allarme per l'epidemia di morbillo che sta colpendo l'Europa e, con particolare intensità proprio l'Italia. Per l'Assistente Direttore dell'organizzazione dell'Onu per la Salute, Flavia Bustreo, il decreto sui vaccini obbligatori tanto contestato non è sufficiente a risolvere la situazione.

Di morbillo si muore

"I numeri sono inquietanti. L'Italia sta diventando il fanalino di coda in UE e anche da noi si è cominciato a morire: nel 2017, 35 morti in paesi UE di cui 31 in Romania e 2 da noi", ha dichiarato Bustreo all'Ansa. In realtà, secondo il più recente bollettino settimanale dell'ISS, che monitora la diffusione della malattia nel nostro paese, i decessi accertati sarebbero 3 dall'inizio dell'anno, a fronte di 3.672 casi segnalati dal 1 gennaio al 16 luglio 2017.

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"Serve una campagna di informazione fatta di incontri", spiega Bustreo, "in cui i genitori abbiano modo di esprimere le loro preoccupazioni e ricevano risposte convincenti, e l'istituzione di una commissione indipendente di esperti". Meno paternalismo e più informazione, quindi. Si potrebbe cominciare proprio dai dati dell'OMS, in base ai quali il morbillo è una delle principali cause di morte tra i bambini piccoli, anche se è disponibile un vaccino sicuro e conveniente. Nel 2015 ci sono stati 134.200 morti a livello globale, circa 367 morti ogni giorno, 15 morti ogni ora.

L'89% di coloro che hanno contratto il morbillo quest'anno in Italia non erano vaccinati, si apprende dai dati dell'ISS. Il 6% aveva ricevuto una sola dose di vaccino. Il 27% dei colpiti ha meno di 14 anni. Nel 35% di chi si ammala si registra almeno una complicanza, tra le più frequenti si annoverano diarrea, stomatite, cheratocongiuntivite, epatite, polmonite, insufficienza respiratoria. In qualche caso sono comparse anche convulsioni ed encefalite.

L'effetto della copertura vaccinale

Per capire l'utilità del vaccino basta considerare i numeri della diffusione del morbillo in Italia prima e dopo la sua introduzione. Nel 1985, anno in cui il vaccino è stato reso disponibile, in Italia si sono ammalate oltre 74mila persone. Nel 2009, con una copertura vaccinale che aveva raggiunto il 90%, i casi registrati sono stati 759. Man mano che sempre più persone sono state vaccinate la diffusione della malattia è arretrata, quello che preoccupa è che ora quel trend si sta invertendo.

Quella che gli esperti dell'OMS definiscono vaccine hesitancy ha come conseguenza una diminuzione della copertura e un aumento dei casi. Dal 2013 al 2016 i casi di morbillo segnalati sono stati in tutto 5.000. Nei primi sei mesi del 2017 avevano già superato ampiamente quota 3.000. La copertura negli ultimi anni è scesa all'85% e questo ha avuto proprio l'effetto che ci si poteva aspettare: più persone si ammalano.

Per Bustreo occorre "contrastare la paura espressa da un terzo del fronte no-vax che le decisioni prese dai governi siano influenzate dalle case farmaceutiche". Ma bisogna farlo in fretta ed efficacemente, per non dover ancora piangere nel terzo millennio in un paese avanzato come il nostro altre morti evitabili di bambini non più protetti dall'immunità di gregge. L'ultima vittima del morbillo aveva solo 16 mesi quando la malattia se l'è portata via, il 28 giugno scorso: era stata vaccinata, ma il virus l'aveva colpita prima che ricevesse l'iniezione.

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