Salute

Misteri della memoria: la donna che vive in un eterno presente

Dipinge da professionista ma non riconosce la Gioconda, suona la viola ma non sa niente di Bach. La storia di Lonni Sue Johnson

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La schermata dell'articolo su Aeon che racconta la storia di Lonni Sue Johnson, donna senza memoria – Credits: www.aeon.com

Lonni Sue Johnson vive una vita senza memoria da quando, nel 2007, ha subito danni cerebrali dopo aver contratto il virus dell'Herpes Simplex.

La sua incredibile storia è raccontata da Michael Lemonick in un libro ( The Perpetual Now: A Story of Amnesia, Memory, and Love) e anche in un'articolo su Aeon, che potete leggere integralmente qui. Prima che il virus attaccasse il suo ippocampo (una parte del cervello fondamentale per mantenere immagazzinati i ricordi), Lonni Sue era un'illustratrice molto apprezzata, che lavorava per il New Yorker e decine di altre riviste americane. Da un giorno all'altro però si è ritrovata completamente priva del suo "archivio" di ricordi. Non riconosceva nessuno dei suoi amici, non si ricordava più del madre, morto 20 anni prima, non sapeva di avere un'amatissima casa in campagna. lei, che era laureata in storia dell'arte, non rconosceva più La Gioconda e l'Ultima Cena. E nonostante fosse una musicista, suonatrice di viola, non sapeva più riconoscere la musica.

Amnesia

Lonni Sue era vittima di quella che i neuroscienziati definiscono "amnesia retrograda". Ma non solo. Come spiega Lemonick nel suo articolo, era anche vittima di un'amnesia "anterograda", ossia aveva perso la capacità di formare nuovi ricordi. Se incontrava qualcuno, poi lo rivedeva dopo pochi minuti, non ricordava più chi fosse, né di averlo appena incontrato.

Adesso, quasi dieci anni dopo la malattia, Lonni Sue dopo aver ascoltato decine di volta la storia di sua padre, si ricorda che è morto anni fa, e non subisce ogni volta lo shock di apprendere la notiza come se fosse nuova. Si è osservato che solo con una ripetizione costante nel tempo, il suo cervello riesce a immagazzinare e trattenre qualche ricordo.

Il caso di HM

Il primo caso simile, nella letteratura scientifica, è quello di Henry Molaison al quale nel 1953 (aveva 27 anni) per curare una grave forma di epilessia, fu asportato completamente l'ippocampo. Fino alla sua morte nel 2008, Molaison (conosciuto in tutto il mondo come HM) è stato forse il soggetto più studiato nella storia della medicina. Aveva completamente perso i suoi ricordi, ma anche la capacità di formarli. Non riconosceva nessuno, non riusciva a provare la strada del bagno nemmeno poco dopo esserci andato. È stato attraverso di lui che sono stati fatti i più grossi passi avanti nello studio della memoria umana, e grazie al suo tragico incidente gli scienziati hanno capito che i ricordi possono formarsi in varie aree del cervello, ma è l'ippocampo che li tiene tutti insieme.

Gioia di vivere

 Tornando a Lonni Sue, Lemonick la descrive come una persona estremamente gioiosa. Quando la incontri, spiega, è felice di vederti e ti chiede il tuo nome, anche se glielo hai detto pochi minuti prima. Ama disegnare, e trascorre così molte ore al giorno, pur non ricordando niente di quando quella era la sua professione. Le piacciono moltissimo anche i giochi di parole, suona ancora la viola ed è capace di leggere la musica, è sempre piena di gioia di vivere ed estremamente allegra. Sono molti i team di scienziati che studiano il suo comportamento, e lei si sottopone con pazienza infinita a tutti i loro test, dei quali non conserva poi nessuna traccia nella sua memoria.

Le più grandi soprese, per i neurologi, sono arrivate proprio dalle sue conoscenze dell'arte e della musica. Anche poco dopo la malattia, Lonni Sue era perfettamente in grado di usare varie tecniche pittoriche, spiegare come si ottiene un effetto di profondità, leggere e suonare la musica, ma non era in grado di riconoscere un quadro o un brano famoso.

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