Salute

Metti in banca il tuo cervello

Vi sembra di non averlo sfruttato secondo le possibilità? Potete regalargli (il più tardi possibile) una nuova vita, donandolo alla scienza.  

«We want your brain», vogliamo il tuo cervello: con questo slogan un po’ inquietante la banca dei cervelli statunitense ha triplicato negli ultimi due anni le donazioni di encefali da cadavere. Una pratica decisamente poco diffusa in Italia. L’unico centro nazionale di raccolta italiano è l’Ospedale Niguarda di Milano, dove la nuova Banca dei cervelli raccoglie le donazioni di malati di Parkinson o Alzheimer, o di persone colpite da tumori cerebrali. L’obiettivo è fornire ai ricercatori i campioni di tessuto indispensabili per conoscere bene le basi biologiche delle patologie e trovare, in prospettiva, cure più efficaci.

«L’Europa sta investendo sulle biobanche, le raccolte di tessuti umani, e in particolare sulla donazione di cervello. Questa potrebbe davvero diventare la chiave di volta per comprendere le cause di diversi disturbi neurologici» informa Antonio Federico, professore di neurologia all’Università di Siena ed ex presidente della Società italiana di neurologia, che ha lanciato la campagna per le donazioni su tutto il territorio nazionale. «L’organo prelevato viene trattato con diversi reagenti e sostanze. Alcuni possono essere conservati interi in formalina, altri, a seconda del progetto di ricerca al quale sono destinati, possono essere sezionati, inclusi in paraffina o trattati con coloranti particolari che permettono di visualizzare determinate caratteristiche dei neuroni» continua Federico. «Questi tessuti potranno dare una mano decisiva alla ricerca di una cura per molte gravi malattie. Ma anche i cervelli sani sono utili, perché forniscono tessuti di confronto e permettono, per esempio, di capire in che cosa consiste il naturale invecchiamento se confrontato con quello patologico».

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