zanzara-malaria
Salute

Malaria: ecco come può avvenire il contagio

L'infettivologo Massimo Galli spiega le modalità attraverso le quali potrebbe essere stata trasmessa l'infezione alla piccola Sofia, morta a Brescia

Trento. Il parassita che ha causato la malaria alla piccola Sofia - secondo l'Ansa - è lo stesso che aveva fatto ammalare le due bambine che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola, poi ricoverata agli Spedali Civili di Brescia, dove è morta lunedì mattina.

Un fatto che, se confermato, suggerirebbe che il contagio è avvenuto in ospedale.

Sulla vicenda la Procura di Trento ha aperto d'ufficio un'inchiesta contro ignoti per omicidio colposo. Ora si tratta anche di accertare se siano stati seguiti i protocolli.

Sofia era stata inizialmente ricoverata a Trento. Nello stesso ospedale c'erano due bambini del Burkina Faso, anch'essi malati di malaria e poi guariti.

Se il ceppo risultasse lo stesso, spiega Massimo Galli, vicepresidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), allora il contagio "sarebbe sicuramente avvenuto in ambiente ospedaliero".

Galli precisa che in un simile caso resterebbe però da capire in che modo ciò possa essere avvenuto.

Per ora è dunque incerto il modo in cui la bimba possa essersi infettata.

Come avviene il contagio della malaria

Il contagio della malaria, chiarisce l'infettivologo, "può infatti avvenire attraverso la punture di zanzare vettori della malattia 'importate' da paesi dove la malattia è endemica o attraverso la puntura di zanzare autoctone che, avendo precedentemente punto soggetti infettati, hanno poi contagiato soggetti terzi".

Nel primo caso, chiarisce, "le zanzare vettore possono essere state introdotte in Italia da viaggiatori di ritorno, ad esempio nei bagagli".

Quanto alle zanzare autoctone, "in Italia - afferma - ci sono almeno due specie di zanzara anofele in grado di trasmettere la malaria dopo aver punto ed assorbito sangue di un soggetto già infetto".

Tuttavia, precisa, "le zanzare 'autoctone' difficilmente sono risultate in grado di trasmettere il ceppo di origine africana del Plasmodium Falciparum". Escludendo l'ipotesi di un contagio attraverso la puntura di zanzare, autoctone o 'importate', resta appunto in campo l'eventualità del contagio in ospedale: "La trasmissione del parassita, in quest'ultimo caso - rileva Galli - sarebbe possibile attraverso l'utilizzo di siringhe infette o trasfusioni sempre di sangue infetto".

Perché il contagio avvenga, conclude il vicepresidente Simit, "non è tuttavia sufficiente un semplice contatto col sangue, come ad esempio nell'ipotesi di un contatto epidermico tra Sofia e gli altri bambini malati". (Ansa)

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti