Salute

Lotta al fumo: alzare le tasse per abbattere i consumi

Sabato 31 maggio è la Giornata mondiale senza tabacco. Dall'Oms arriva l'invito ai governi ad aumentare le imposizioni fiscali sui pacchetti: è il modo più efficace per ridurre i consumi e salvare milioni di vite

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Sabato 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco. L'emergenza non accenna a diminuire e si cercano strategie vincenti per abbattere i consumi e veder finalmente calare il numero di morti.

Cominciamo con le cattive notizie: il tabacco arriva a uccidere quasi la metà di coloro che lo consumano; ogni anno i morti nel mondo sono 6 milioni, il 10% dei quali non sono fumatori, ma persone che muoiono a causa delle conseguenze del fumo passivo. Il fumo resta perciò, a detta dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, una delle principali minacce alla salute pubblica e purtroppo il consumo di tabacco è in aumento a livello globale. C'è però anche qualche buona notizia. In alcuni paesi ad alto e medio reddito si registra una flessione nei consumi di sigarette e altri prodotti a base di tabacco. Leggi e divieti hanno aiutato a limitare l'esposizione al fumo, ma proteggono solo un miliardo di persone nel mondo, pari al 16% della popolazione globale. Capire che cosa ha funzionato e come applicarlo anche altrove è la chiave per frenare l'epidemia di tabagismo che ha causato 100 milioni di morti nel ventesimo secolo e sembra destinata a causarne molti di più nel ventunesimo, in assenza di una strategia seria.

Oltre alle scritte esplicite, come "Il fumo uccide", poste sui pacchetti, a risultare particolarmente efficaci sembrano essere le immagini che ritraggono gli effetti del fumo su polmoni, denti, arterie così via. Ma questo tipo di avvertimenti compare sui pacchetti solo in 30 paesi, e raggiunge perciò solo il 14% della popolazione mondiale. Anche proibire pubblicità e sponsorizzazioni di prodotti a base di tabacco ha dimostrato di avere un effetto nel far diminuire i consumi, con un calo medio stimato intorno al 7%. Ma solo in 24 paesi, che rappresentano il 10% appena della popolazione mondiale, è vietata qualsiasi forma di pubblicità, sponsorizzazione e promozione.

Un altro elemento che pare avere un effetto notevole nel ridurre i consumi è il prezzo. Applicando tasse sui prodotti a base di tabacco, e facendone quindi salire il prezzo, le vendite calano. Secondo l'Oms le tasse sul tabacco sono il modo più conveniente per ridurne il consumo, soprattutto tra i giovani e i poveri. Un aumento delle tasse che alzi i prezzi del tabacco del 10% ha mostrato di riuscire a far diminuire il consumo di circa il 4% nei paesi ad alto reddito e fino all'8% nei paesi a basso e medio reddito. Anche in questo caso, però, i paesi che applicano tasse significative sui prodotti a base di tabacco sono solo 32 e rappresentano l'8% della popolazione globale. E' proprio sull'aumento delle tasse che scommette l'Oms, che ne ha fatto il tema della campagna antifumo di quest'anno: incoraggiare i governi ad alzare le tasse sul tabacco a un livello tale da deprimere i consumi. E spingere i cittadini e la società civile a fare pressione sui governi perché ciò avvenga.

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