Salute

Linea e salute: quanto sport serve davvero?

Due studi mettono alla prova la raccomandazione dei 150 minuti di attività fisica a settimana e scoprono che potrebbero non bastare

La First Lady americana in movimento – Credits: ANSA/Sonya Hebert

Premesso che non è possibile dare una risposta che vada bene per tutti, dal momento che ciascuno ha la propria conformazione fisica, le proprie abitudini alimentari e il proprio metabolismo con cui fare i conti, oltre a una miriade di altri fattori, dal tipo di lavoro svolto al corredo genetico ereditato, le politiche di salute pubblica hanno bisogno di linee guida per poter suggerire alla popolazione comportamenti che possano avere ricadute positive in termini di minori malattie e maggiori risparmi per il servizio sanitario. Da anni ormai sentiamo parlare della regola d'oro ripetuta alla nausea anche dalla First Lady americana Michelle Obama, dei 30 minuti di esercizio fisico al giorno per 5 giorni alla settimana. Ma bastano davvero 150 minuti di movimento a settimana per stare in forma e in salute?

Uno studio norvegese appena pubblicato sul British Journal of Sports Medicine mette in dubbio quello che sembrava un dogma: con 150 minuti di sport a settimana non si evita il sovrappeso a lungo termine. I ricercatori dell'Università di Trondheim hanno misurato l'attività fisica svolta dai 19.127 partecipanti al Nord-Trøndelag Health Study e verificato la parabola del loro peso nel corso di 33 anni. Quello che è emerso è che gli uomini che avevano svolto attività fisica al di sopra della soglia raccomandata in quel lasso di tempo avevano messo su in media 5,6 kg contro i 9,1 kg dei partecipanti sedentari. Per le donne i numeri erano rispettivamente 3,8 kg contro 9,5. Nel corso di un periodo più breve, della durata di 11 anni, gli uomini che superavano i 150 minuti raccomandati mettevano su 2,1 kg in meno rispetto ai sedentari e le donne 1,8 kg in meno.

La conclusione cui sono giunti gli autori è che quindi se chi si muove almeno un po' ingrassa meno di chi non fa nessun esercizio fisico, 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana non sono sufficienti a mantenere il peso inalterato sul lungo periodo. Se lo scopo è quello di tenere a bada la bilancia, fattore che diventa sempre più importante con l'aumentare dell'età, occorre aggiungere alla routine della mezz'ora di movimento quotidiano anche un'attività fisica intensiva 3 volte a settimana. Come a dire che il movimento quotidiano contrapposto alla sedentarietà va bene, ma per non ingrassare occorre impegnarsi di più.

Le linee guida tanto amate da Mrs Obama sono quindi già da rottamare? Non è detto. Un altro studio, questa volta australiano, pubblicato sulla stessa rivista qualche mese fa evidenziava infatti come i famosi 150 minuti di attività a settimana, in questo caso però intensa, siano associati a una maggiore sopravvivenza e a quell'healthy aging, invecchiamento in buona salute, al quale tutti dovremmo ambire. Un campione di 12.201 uomini di età compresa tra 65 e 83 anni, è stato seguito per 10-13 anni, e sottoposto nel corso dello studio a questionari e test per verificarne lo stato cognitivo e le condizioni fisiche generali. Una volta considerati altri fattori di rischio come la presenza di alcune malattie (diabete, ipertensione, ictus...), il fumo, il livello di istruzione, lo stato civile, l'età e l'indice di massa corporea, è stato possibile tirare le somme.

Il 16,9% di loro erano fisicamente attivi all'inizio dello studio, svolgevano cioè regolarmente almeno 150 minuti a settimana di attività fisica intensa. Questi avevano un rischio di morte inferiore a quello dei partecipanti sedentari nel corso del follow-up. Coloro che risultavano attivi all'inizio dello studio e continuavano ad esserlo nei controlli periodici avevano le maggiori probabilità di invecchiare in buona salute rispetto ai sedentari. Insomma lo sport aiuta eccome a restare in salute e anche a vivere più a lungo. Farlo, con regolarità, alla giusta intensità può aiutare a determinare che tipo di vecchiaia avremo.

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