Salute

Leggere ad alta voce rende i bambini più ricchi

L'invito arriva dai pediatri americani: ascoltare gli adulti che leggono aiuta i piccoli a sviluppare il linguaggio, ma anche a colmare, da adulti, le distanze sociali

– Credits: Thinkstock.it

Quante volte è stato ripetuto che leggere fa bene: non è solo un piacere, ma a beneficiarne sono anche le capacità cognitive. Ebbene, ora dai pediatri americani arriva una vera e propria raccomandazione a tutti i genitori affinché leggano fiabe e storie ai loro bambini, ad alta voce, anche quando sono molto piccoli. I benefici si farebbero sentire non solo sul singolo individuo, ma anche sulla società, riducendo il divario tra popolazione benestante e quella meno abbiente.

L’invito, con tanto di campagna di comunicazione ad hoc, è arrivato dalla American Academy of Pediatrics, che riunisce 62.000 pediatri statunitensi. Proprio i medici specialisti nell’infanzia e adolescenza hanno dunque esortato a leggere ai propri bambini ad alta voce. Il motivo è semplice: il vocabolario dei bambini, compresi i neonati e quelli che ancora non parlano, aumenterebbe notevolmente in modo spontaneo e quasi inconsapevole, migliorando anche le capacità comunicative dei futuri adulti.

La singolare campagna dei pediatri è partita dopo la considerazione che oggi esiste un divario, difficile da colmare, tra i bambini scolarizzati che hanno alle spalle famiglie più abbienti e quelli che invece vivono in condizioni di maggiore ristrettezza economica.

Questi ultimi, secondo diverse ricerche e un recente sondaggio del governo federale, hanno maggiori difficoltà nell’apprendimento, anche a causa del loro linguaggio e vocabolario più limitati. Tutto ciò crea ulteriori freni alle possibilità che questi bambini possano migliorare le proprie condizioni lavorative, economiche e sociali in futuro.

L’inchiesta federale ha infatti accertato che il 60 per cento delle famiglie che dispongono di entrate almeno pari a 95.400 dollari all’anno ha la consuetudine di leggere ad alta voce storie ai propri bambini, fin dalla nascita. Secondo i pediatri, infatti, la capacità di crearsi un vocabolario ricco è molto elevata fin dai primi mesi di vita e in particolare dal primo anno e mezzo.

Da qui la raccomandazione, seguita da un’apposita campagna, che spera così di contribuire a ridurre un gap ancora troppo marcato a livello sociale.

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