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Salute

Lavoro: quello dei 20 anni incide sulla salute a 40

Tra i meno soddisfatti a inizio carriera aumentano depressione, ansia e mal di schiena nella mezza età

Il vostro stato di salute all'inizio della quarantina potrebbe avere molto a che fare con la vostra soddisfazione lavorativa di qualche decennio fa. A raggiungere questa conclusione è un gruppo di ricercatori dell'Ohio State University che presentano oggi a Seattle i risultati della loro ricerca in occasione della riunione annuale della American Sociological Association. Le persone che erano meno felici del proprio lavoro all'inizio della loro carriera hanno dichiarato di essere più depresse e preoccupate e avevano più difficoltà a dormire.

Quattro livelli di soddisfazione
I ricercatori si sono basati sui dati di 6.432 americani che hanno partecipato al National Longitudinal Survey of Youth del 1979. L'indagine ha seguito gli adulti che, quando l'indagine è iniziata, nel 1979, avevano un'età compresa tra 14 e 22 anni. I ricercatori hanno esaminato le traiettorie di soddisfazione sul lavoro per le persone dai 25 anni ai 39 anni. Questi partecipanti hanno poi riportato una serie di dati sanitari dopo che hanno compiuto 40 anni.

In base alla valutazione data alla propria soddisfazione sul lavoro, da 1 (non mi piace per niente) a 4 (mi piace molto), i ricercatori hanno diviso i partecipanti in quattro gruppi: soddisfazione costantemente bassa, costantemente alta, e poi quelli la cui soddisfazione era alta all'inizio ed è andata scendendo e quelli che al contrario erano partiti male ma sono andati migliorando.

Salute mentale a rischio
Utilizzando coloro che si erano dichiarati costantemente soddisfatti come riferimento, i ricercatori hanno confrontato il loro stato di salute con quello degli altri tre gruppi. La salute mentale è risultata quella maggiormente influenzata dai sentimenti delle persone circa il proprio lavoro. Le persone che erano nel gruppo della bassa soddisfazione lavorativa nei primi anni della loro carriera hanno riferito livelli più elevati di depressione, problemi di sonno e preoccupazione eccessiva. Avevano anche maggiori probabilità di ricevere una diagnosi di problemi emotivi e hanno ottenuto punteggi più bassi in una prova di salute mentale generale.

E la salute fisica? Su di essa l'insoddisfazione ha avuto un impatto meno forte, ma comunque qualche effetto c'è stato. I meno soddisfatti riferivano di avere in generale una salute peggiore, con più problemi di mal di schiena e raffreddori più frequenti rispetto al gruppo ad alta soddisfazione. "I livelli più elevati di problemi di salute mentale per le persone con un basso livello soddisfazione sul lavoro possono essere precursori di futuri problemi fisici", avverte Hui Zheng, professore associato di sociologia alla Ohio State. "L'aumento dell'ansia e la depressione potrebbero portare a problemi di salute cardiovascolare o di altro tipo che saranno evidenti più avanti negli anni".

E dopo la crisi?
I dati dello studio non arrivano a coprire gli anni dopo la crisi economico-finanziaria scoppiata a partire dal 2008. "La recessione quasi certamente ha aumentato la precarietà del lavoro e l'insoddisfazione", ragiona Jonathan Dirlam, autore principale dello studio. E' probabile che includendo quegli anni i dati avrebbero mostrato "effetti sulla salute ancor più negativi".

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