Salute

La nutrizionista, la sfida è rendere consumatori più consapevoli

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Milano, 28 ott. (AdnKronos Salute) - Comunicare in modo efficace e comprensibile, per raggiungere tutti i consumatori e renderli più consapevoli. E’ il messaggio lanciato dagli esperti durante la sessione dedicata all’educazione alimentare all’interno della conferenza internazionale 'Nutrire il pianeta, nutrirlo in salute', in programma oggi e domani all'Expo di Milano, come evento conclusivo delle iniziative organizzate dal ministero della Salute all'Esposizione universale. "Finora non siamo riusciti a raggiungere l’immaginario collettivo delle persone", afferma Sara Farnetti, specialista in medicina interna e fisiopatologia del metabolismo, che lancia poi 3 parole chiave per il futuro: "Comunicare per migliorare la consapevolezza, contaminare con le buone idee i diversi strati sociali, a partire dalle scuole e consolidare tutto quello che abbiamo fatto all’Expo".

"Occorre prendere coscienza che l’epidemia obesità che affligge il mondo non può essere addossata alla responsabilità dei singoli individui", sottolinea Gabriele Riccardi dell’Università Federico II di Napoli.

Per Daniela Rodorigo, direttore generale della comunicazione e dei rapporti europei ed internazionali del ministero della Salute, è fondamentale "l’alfabetizzazione sanitaria, perché aiuta a combattere i cosiddetti falsi miti. E’ necessario che le autorità politiche costruiscano un terreno comune su cui lavorare", coinvolgendo la più vasta platea possibile, a partire dalle "associazioni delle industrie e dei pazienti".

Presenti anche i rappresentanti dell’industria, che hanno sottolineato il loro impegno a lavorare per ridurre l’apporto calorico di cibi e bevande e per promuovere uno stile alimentare corretto. "Negli ultimi 10 anni l’industria alimentare italiana ha migliorato il profilo nutrizionale di oltre 4.200 prodotti alimentari e riporzionato altri 3.600 prodotti, riducendo la quantità unitaria e la densità energetica in linea con gli attuali modelli nutrizionali - spiega il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia - Nel complesso, ammontano a quasi 1 miliardo di euro le risorse investite dall’industria alimentare per i suoi impegni volontari sul fronte dell’educazione alimentare, il miglioramento del profilo nutrizionale, autodisciplina e marketing e nella commercializzazione dei prodotti".

Proprio oggi all’Expo le associazioni di categoria sigleranno il protocollo d’intesa con il ministero della Salute con le linee di indirizzo per la comunicazione commerciale dei prodotti alimentari. "Con la firma dei protocolli si rinnova un percorso virtuoso che l’industria alimentare italiana, sia ad opera di singole aziende che di strutture associative, promuove da anni su base volontaria, con lo scopo di offrire ai consumatori di tutto il mondo cibi buoni, sani e sicuri senza compromessi. La priorità per tutto il settore è aiutare il consumatore a compiere scelte consapevoli e salutari, fornendogli un’informazione adeguata sui prodotti, le materie prime, le modalità di consumo e conservazione", spiega Scordamaglia.

Da Dirk Jakob di Fooddrinkeurope, organizzazione che raggruppa le industrie del cibo e delle bevande europee, una richiesta alle autorità: "Abbiamo bisogno di politiche più sostenibili dal punto di vista sociale e economico. Abbiamo bisogno del sostegno dei governi per riuscire a fornire prodotti di qualità a prezzi più bassi". Dall’esperto poi un invito a "essere più positivi e orgogliosi di ciò che produciamo. In Europa la sicurezza alimentare ha standard molto elevati e l’Italia è all’avanguardia: dobbiamo imparare a promuoverci meglio e smetterla di lanciare messaggi allarmistici e divergenti sul cibo. A tavola serve moderazione, varietà e equilibrio".

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