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Salute

Il parto con circolazione del sangue extracorporea salva mamma e bebé

Al Policlinico Umberto I di Roma eseguito con successo un delicato intervento per far nascere la figlia di una donna colpita da virus H1N1

Incinta ma colpita dal virus influenzale H1N1. Una situazione clinica molto grave, vissuta da Rosa Prioli: lei e la sua piccola Ludovica, nata 45 giorni fa a 30 settimane con un peso di 1,3 kg sono state salvate dall'equipe del Policlinico Umberto I di Roma grazie alla circolazione extracorporea (Ecmo). Si tratta del primo caso in Italia e del terzo di questo tipo nel mondo. Oggi al Policlinico i medici, la direzione dell'Umberto I e i due neogenitori, il papà Guido Guidi e la mamma Rosa, hanno raccontato le varie fasi dell'intervento. La piccola oggi pesa 2,5 chilogrammi ed è ancora ricoverata in terapia intensiva neonatale, ma sta bene e migliora giorno dopo giorno.

"Ringrazio i professori Morelli, Benedetti Panici e De Curtis - racconta commossa la signora Prioli - sono stati incredibili, mi hanno coccolata e poi quando mi sono risvegliata sono stati ineccepibili, la bimba sta bene. Sono i miei miti e spero che la mia esperienza possa essere d'aiuto ad altre persone che si troveranno nella mia stessa situazione".

La signora Rosa, già incinta, era stata colpita da broncopolmonite e ricoverata all'ospedale S.Eugenio di Roma. Le sue condizioni e la possibilità offerte dalla rete 'Respira', che mette in comunicazione le varie strutture in Italia che hanno l'Ecmo, ha permesso il trasferimento all'Umberto I. Qui i medici hanno scoperto l'infezione da H1N1 e hanno deciso di usare per la paziente la macchina che permette la circolazione extracorporea.

"Siamo riusciti - spiega all'Adnkronos Salute Pierluigi Benedetti Panici, direttore del Dipartimento di ginecologia e ostetricia dell'Umberto I - a sedare per 20 giorni la paziente e attaccarla all'Ecmo permettendo ai polmoni di riposare. Allo stesso tempo è stata portata avanti la gravidanza. Poi si è deciso di operare con un parto cesareo che in queste condizioni è molto critico, ma tutto è andato bene". La coppia romana ha già una figlia di 3 anni che ha dovuto separarsi dalla mamma. "E' stata dura - racconta la signora Rosa - ma siamo stati uniti. E siamo felici".

"Come questo caso nella letteratura scientifica ne sono noti solo altri due, in Australia e Corea del Sud - evidenzia Andrea Morelli, responsabile del team che ha coordinato l'équipe di rianimazione e di ginecologia - La possibilità di avere a disposizione l'Ecmo ha salvato la vita alla paziente e alla piccola. Fino ad oggi era un risultato insperato". Ora il successo dell'Umberto I approderà in una pubblicazione scientifica. "Il Policlinico si è dimostrato un'eccellenza - commenta il direttore generale Domenico Alessio, presentando la conferenza - Questo è un successo di tutte le professionalità coinvolte, che ci inorgoglisce".

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