Salute

In Italia prescritti solo il 26% di farmaci equivalenti contro l'84% della Gb

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Milano, 5 nov. (AdnKronos Salute) - "Credo che ci sia ancora molta possibilità di miglioramento e che i 111 miliardi disponibili oggi possano essere impiegati in modo più razionale". Silvio Garattini, direttore dell'Irccs Istituto di ricerche farmacologiche di Milano, commenta così all'AdnKronos Salute l'esito della conferenza Stato-Regioni di ieri, in cui il premier Matteo Renzi ha ribadito l'invito a concentrarsi sugli sprechi, mentre i governatori hanno lamentato la mancanza delle risorse promesse.

Garattini, a margine della presentazione nel capoluogo lombardo di una ricerca promossa da Teva Italia sull'aderenza terapeutica, chiarisce: "I soldi per la salute non sono mai sufficienti, però data la situazione economica bisogna cercare di fare il meglio con quello che abbiamo a disposizione. Non c'è dubbio che ci siano molti sprechi". A tutti i livelli, "sia per il numero eccessivo di punti nascita, per i piccoli ospedali, per molti dei Lea che non rispondono a quello che dovrebbe essere un imperativo del Servizio sanitario nazionale, e cioè rimborsare solo ciò che ha un rapporto favorevole tra efficacia e rischi, a parità di condizione costo incluso".

Per il farmacologo, inoltre, "la ricerca scientifica è la vera spending review per la sanità, perché permette di eliminare molti aspetti che non sono vantaggiosi per il paziente. Purtroppo oggi il suo ruolo è poco considerato dal Servizio sanitario nazionale".

Durante la presentazione dei dati sull'aderenza terapeutica, l'esperto ha evidenziato come "proprio in questi giorni la Gran Bretagna ha raggiunto l'84% di prescrizione dei farmaci equivalenti rispetto al totale del fatturato. In Italia siamo fermi al 26%, con punte del 36% in Lombardia, ma anche, in senso negativo, del 19% in Campania".

Per quanto riguarda i 2 tavoli tecnici proposti dal Governo, uno sulla spesa farmacologica e l'altro sui costi standard, Garattini si sofferma soprattutto su quest'ultimo: "Non abbiamo in Italia una valutazione dei dispositivi medici, non abbiamo un rapporto costo-efficacia di tutti questi prodotti che invece abbondano e non sempre in modo giustificato. Ben venga che si affrontino questi argomenti".

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