Salute

Il sessuologo, non 'medicalizziamo' il sesso, molti disturbi non sono malattie

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Roma, 6 nov. (AdnKronos Salute) - No al sesso 'medicalizzato', fatto cioè assumendo farmaci che potrebbero non essere realmente utili al benessere 'sotto le lenzuola'. Sì, invece, a una corretta educazione su come fare l'amore nel miglior modo possibile, in modo che entrambi i partner raggiungano il piacere. E' la ricetta di Vincenzo Puppo, medico sessuologo del Centro italiano di sessuologia (Cis) di Bologna, autore con la biologa Giulia Puppo di un articolo sulla rivista 'Clinical Anatomy', in cui si mette in dubbio che siano vere malattie alcuni disturbi intimi che molti nuovi medicinali si propongono di curare.

E' il caso dell'eiaculazione precoce: "Negli animali - spiega Puppo all'Adnkronos Salute - il termine 'precoce' non esiste. Nell'accoppiamento, per sicurezza, l'eiaculazione deve essere rapida ed è normale che il coito duri pochi secondi (ad esempio nei babbuini solo 7-8 secondi). Quindi la domanda corretta dovrebbe essere: perché, durante il rapporto vaginale, gli uomini che hanno una eiaculazione in meno di un minuto sono considerati malati?"

E ancora, "se l'orgasmo e l'eiaculazione ci sono sempre, qual è la patologia? Quali sono cause e patogenesi? A queste domande i sessuologi e andrologi non possono rispondere proprio perché l'eiaculazione precoce non è una malattia".

"Fino a pochi decenni fa - prosegue il sessuologo - l'eiaculazione precoce non comportava disagi all'uomo perché non era essenziale l'orgasmo femminile nel rapporto sessuale. Oggi sappiamo che l'orgasmo è fondamentale per la salute sessuale delle donne, ma quello vaginale non esiste. Il piacere è causato dagli organi erettili femminili: clitoride, piccole labbra, bulbi del vestibolo, corpo spugnoso dell'uretra. Sono questi che gli uomini devono stimolare sia prima che dopo l'eiaculazione maschile, anche durante il rapporto vaginale".

"Credo che i ragazzi e gli uomini - aggiunge - debbano sapere che il controllo della durata della eiaculazione non è naturale, ma si deve apprendere, chiaramente se qualcuno glielo insegna. A tutti i ragazzi, nelle scuole, durante lezioni di educazione sessuale deve essere spiegato che con la masturbazione, se vogliono, possono capire le proprie reazioni sessuali e imparare a controllare l'eiaculazione".

"Sarebbe importante imparare a riconoscere in anticipo quando sta per arrivare il punto in cui non si possono più fermare, in modo da ritardare l'eiaculazione fermandosi prima e quindi fare durare di più (anche se non è importante per l'orgasmo femminile) anche i rapporti sessuali di coppia. I sessuologi devono spiegare il metodo 'stop e start' e la tecnica della compressione".

Anche per le donne la 'promessa' di poter raggiungere l'orgasmo attraverso un farmaco, il cosiddetto 'viagra rosa' approvato per ora solo negli Usa, "è solo un grande business mondiale - secondo Puppo - Le disfunzioni sessuali femminili sono molto comuni perché i sessuologi usano questionari non scientifici basati solo sul rapporto pene-vagina, e perché non fanno una educazione sessuale per il piacere anche femminile. Le 'disfunzioni' sessuali nelle donne si 'curano' con una corretta educazione a fare l'amore a tutte le età".

"In tutte le donne - prosegue - l'orgasmo è sempre possibile se gli organi erettili femminili vengono efficacemente stimolati. Inoltre, le donne non hanno un periodo refrattario dopo il piacere, per cui possono sperimentare orgasmi multipli a tutte le età".

"Invece di prescrivere farmaci inutili per l'inesistente orgasmo vaginale, bisogna insegnare ai ragazzi/uomini come stimolare la clitoride e le piccole labbra e l'arte di fare l'amore", è la conclusione del sessuologo.

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