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Il fantastico potere dell'esercizio fisico sul cervello

Ringiovanisce i meccanismi del ragionamento negli anziani, ma migliora prestazioni, umore e memoria anche nei giovani

Se avessi intitolato questo articolo "La ginnastica fa bene alla mente" non lo avreste degnato di una seconda occhiata. Il titolo più enfatico che ho scelto è però ampiamente giustificato dai risultati delle ultime ricerche in campo neuroscientifico. Avevo appena finito di leggere il bel libro della neuroscienziata americana Wendy Suzuki, Happy brain, di cui vi dirò tra poco, quando mi sono imbattuta nella notizia di un nuovo studio sugli effetti dell'attività fisica sul cervello in particolare degli uomini anziani, svolto da un team di ricercatori giapponesi.

Si sa che il Giappone è il paese più anziano del mondo, con oltre un quarto della popolazione che supera i 65 anni e ben 10 milioni di ultraottatenni. Per questo lì più che altrove (ma l'Italia è anch'essa in pole position tra i paesi più longevi e con più anziani al mondo), è importante capire come mantenere questo esercito di persone non più giovani in forma sia fisicamente sia mentalmente. Lo studio dell'Università di Tsukuba, appena pubblicato sulla rivista NeuroImage, si è concentrato su un gruppo di 60 uomini di età compresa tra i 64 e i 75 anni e ha scoperto che quelli tra loro che erano più in forma fisicamente, grazie a una qualche forma di attività fisica, avevano prestazioni mentali migliori, utilizzando parti del cervello più simii a quelle impiegate da chi è più giovane di età.

Pensare da giovani

Con l'avanzare dell'età, il nostro modo di utilizzare il cervello cambia. Quando si è giovani, si usa principalmente il lato sinistro della corteccia prefrontale (PFC) per i compiti mentali che coinvolgono la memoria a breve termine, la comprensione del significato delle parole e la capacità di riconoscere eventi , oggetti o persone incontrati in precedenza. E si utilizza principalmente il lato destro invece per mansioni che comportano lo stoccaggio temporaneo e la manipolazione della memoria, i ricordi a lungo termine e il controllo inibitorio. Invecchiando questa "asimmetria emisferica" si riduce, e tendiamo a utilizzare entrambi i lati della nostra corteccia per tutti i compiti mentali. Questa riorganizzazione del cervello compensa la riduzione della capacità e dell'efficienza del cervello causata dal declino strutturale e fisiologico legato all'età.

In un test nel quale ai partecipanti venivano proposti i nomi dei colori, ciascuno dei quali era scritto in un colore diverso da quello che la parola rappresentava, l'esercizio consisteva nel nominare il colore delle lettere piuttosto che leggere la parola. Ovviamente il test è pensato per confondere e richiede quindi un certo sforzo di concentrazione per essere svolto. Quando il colore delle lettere non corrisponde alla parola, il cervello impiega di più a reagire. Questo tempo di reazione viene utilizzato come misura della funzione cerebrale. L'attività nella corteccia prefrontale del cervello degli uomini è stata misurata durante il test utilizzando una tecnica di neuroimaging chiamata spettroscopia funzionale del vicino infrarosso (fNIRS).

Più ossigeno, più efficienza

Questa tecnica fornisce una misura della concentrazione di ossigeno nel sangue nei vasi sanguigni superficiali, dalla quale si deduce l'attività che avviene negli strati esterni del cervello. Le cellule cerebrali attive richiedono sangue fresco ossigenato che rimuove il sangue deossigenato da quella regione. La spettroscopia fNIRS misura le variazioni di colore tra il rosso del sangue ossigenato e il blu del sangue deossigenato e misura quindi, indirettamente, l'attività cerebrale.

L'analisi del rapporto tra attività cerebrale e tempo di reazione ha rivelato che gli uomini che hanno usato maggiormente il lato sinistro della corteccia prefrontale durante l'esecuzione del test avevano tempi di reazione più veloci. Quindi gli adulti più anziani che usano il lato più "giovanile" del cervello hanno un rendimento migliore in questo test. Gli studiosi hanno poi analizzato l'associazione tra capacità aerobica e tempo di reazione ed è risultato che gli uomini più in forma avevano tempi di reazione più brevi. Sulla base di questi risultati, i ricercatori hanno concluso che una maggiore capacità aerobica è associata a una maggiore attività della parte sinistra della cortecia prefrontale. In altre parole, almeno durante l'esecuzione di questo test, gli uomini fisicamente più in forma tendevano a usare il lato più giovane del cervello.

Benefici per tutti

Ottimo, non vi pare? Ma la notizia ancora migliore è che non occorre aspettare la terza età per assaporare i benefici che l'attività fisica può avere sulle prestazionni cerebrali. Lo dimostra Wendy Suzuki nel suo libro Happy brain (Sperling & Kupfer), nel quale la neuroscienziata racconta di come ha fatto da cavia a se stessa per i suoi esperimenti proprio in questo campo e di come ciò l'abbia aiutata sia a recuperare la forma fisica sia a migliorare concentrazione e memoria, con ricadute positive che hanno interessato anche l'umore e la vita di relazione. La disciplina di cui si è innamorata Suzuki è l'intenSati, una secie di fitboxing che alle mosse con gambe e braccia unisce affermazioni positive, che migliorano l'autostima e stimolano il buonumore.

Il libro è una miniera di consigli su come potenziare le proprie capacità cerebrali grazie all'attività fisica e non solo, e come trarne benefici in ogni aspetto della propria esistenza. Suzuki ha notato su di sé miglioramenti tali da decidere di sperimentare l'intenSati anche sui propri studenti, inaugurando così il primo corso di Neuroanatomia che prevedeva un'ora di allenamento aerobico collettivo prima della lezione vera e propria. I suoi studenti, a quanto pare, ne hanno colto i frutti sia in termini di ritrovata forma fisica e linea sia sul fronte delle prestazioni accademiche. Chiuso il libro (o meglio spento il Kindle) a me è venuta subito voglia di andare a correre, ma ognuno, come consiglia l'autrice, trovi l'attività che più gli si addice. L'importante è mettersi in movimento.

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