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Salute

Ictus, una scoperta fondamentale

Un gruppo di ricercatori ha individuato il codice con cui il cervello impartisce ordini al corpo. Ora si aprono nuove frontiere per la riabilitazione dei pazienti

cervello

Immaginate di bere un bicchiere d’acqua: un’operazione semplicissima, ma che coinvolge dozzine di muscoli contemporaneamente. Bisogna ruotare gli occhi verso l’oggetto, stimare la distanza, distendere i muscoli del braccio, stringere quelli delle dita, e poi gestire i muscoli della bocca e della gola, ecc...

Ora immaginate invece che le “lettere dell’alfabeto” con cui il cervello impartisce gli ordini siano state in qualche modo rimescolate: eseguire l’ordine diventerà praticamente impossibile. Anche se si tratta di un’azione semplice e banale i messaggi diverranno incomprensibili.

Approssimazioni a parte, è quello che accade nel cervello di una persona duramente colpita da un ictus. A scoprirlo sono stati i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology , dell’Harvard Medical School e del Istituto San Camillo di Venezia. In caso di azioni complesse, come quella che si portava come esempio, il cervello crea infatti delle “scorciatoie” attivando i muscoli interessati per gruppi.

Dopo gli ictus più gravi, quando vengono gravemente compromesse le funzioni motorie, è proprio l’«alfabeto» che sta alla base di queste procedure che viene alterato. “Decifrando l’«alfabeto» parlato dal cervello di ogni paziente - ha spiegato Paolo Bonato, ricercatore dell’Harvard Medical School - potremmo aprirci a tecniche di riabilitazione completamente nuove incentrate sulla correzione di questo alfabeto danneggiato”.

La scoperta apre infatti lo scenario a protocolli completamente diversi e innovativi di cura e riabilitazione. “Questa scoperta può portare ad un miglioramento della cure riabilitative nei pazienti affetti da ictus - ha aggiunto Emilio Bizzi, professore del Mit - grazie a questo potranno essere usate differenti strategie, costruite “ad hoc” sulla base delle caratteristiche proprie di ciascun paziente”.

Ne sono convinti anche al San Camillo di Venezia, struttura specializzata nella neuroriabilitazione motoria e cognitiva. In Italia, dati dell’Istituto Superiore di Sanità alla mano, l’ictus colpisce ogni anno 200 mila persone e si colloca come la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Un terzo delle persone sopravvissute ad un ictus mostra grossi problemi di disabilità. A loro, in Italia oggi circa 910 mila persone, questa scoperta potrebbe cambiare la vita.

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