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Salute

Fumo da ragazzi? Il rischio di tumore è 10 volte maggiore

Aumeno i fumatori under 18, nonostante i rischi per la salute. Ma si annuncia l'arrivo di un farmaco anti-fumo

La Presse

Più tardi si accende la prima sigaretta, meglio è per la salute. Anzi: sarebbe meglio non accenderne mai. E oggi arriva anche uno studio che conferma che iniziare a fumare a 15 anni fa aumentare di dieci volte il rischio di ammalarsi di tumore.

Sono 70 mila le vittime delle sigarette ogni anno in Italia, secondo i dati dell'associazione I think, che ha presentato uno studio secondo il quale il 15% dei morti ogni anno è dovuto proprio a malattie legate al consumo di tabacco, dall'enfisema polmonare alla broncopolmonite. Confermando un trend iniziato qualche anno fa, la ricerca spiega come tra i 15 e i 24 anni fuma il 21,8% delle ragazze: di piu' rispetto al numero dei maschi, pari al 15,9%. La maggior parte dei giovani inizia a fumare prima dei 20 anni (87%).
Ma se, dall'introduzione della legge anti-fumo nei luoghi pubblici, il numero di fumatori complessivi sembra essere diminuito, preoccupa l'aumento di chi sceglie le sigarette "fai-da-te", ovvero con tabacco trinciato e "rollato" nelle apposite cartine. Il motivo? Non una questione di moda, ma di prezzo, visto che costano meno rispetto ai tradizionali pacchetti di "bionde".
Il dato relativo all'incidenza delle malattie causate dal tabacco però, prescinde dal tipo di sigarette. "La vita di un fumatore abituale è di circa 10 anni inferiore rispetto a quella di un non fumatore, e il consumo giornaliero di sigarette (circa 10) nei giovani non si discosta da quello di un adulto" ha spiegato Ignazio Marino, medico e presidente dell'associazione "I think" e della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale.  
A rendere più preoccupante il quadro è il fatto che ogni anno si calcola che ci siano 100 mila nuovi fumatori al mondo tra i giovanissimi e in Italia si parla di circa 1 milione e mezzo di baby fumatori.

Il luogo dove si comincia a fumare sicuramente la scuola. L'82% dei ragazzi delle superiori dichiara di aver visto compagni di classe o di scuola fumare. Un dato che scende al 51% tra gli studenti delle scuole medie, ma che resta molto elevato, se si considera che equivale alla metà degli intervistati.
E quasi 9 studenti su 10 di licei e istituti tecnici che ammettono di fumare marijuana (il 28% alle medie).
Agli allarmi relativi alla salute si aggiunge poi un costo sociale non indifferente. Dal 2005 al 2011, la spesa a carico del Servizio sanitario è passata da 4,2 miliardi a circa 7, proprio mentre sulla sanità si abbatte la scure dei tagli.
Ma nel frattempo arriva anche la notizia di un farmaco che promette miracoli contro il fumo, ovvero di eliminare la dipendenza da nicotina. L'annuncio è stato dato dalla Aptuit Centre for Drug Discovery and Development, ma ha anche qualcosa di italiano, visto che il medicinale è stato testato nella sede veronese del centro ricerche statunitense.
Gli esperimenti hanno dato risultati positivi e definiti "promettenti". Per questo a breve inizieranno i test sull'uomo, con la speranza che, in un'epoca nella quale si cerca di inventare una pillola per ogni esigenza, ne arrivi presto una anche per eliminare del tutto la dipendenza dal fumo.

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