Salute

Filtri solari: usati da bambini proteggono gli adulti dal melanoma

Uno studio americano dimostra che le protezione usata nella prima infanzia è cruciale per prevenire l'insorgenza di tumori della pelle

– Credits: iStockphoto

Con 7.000 nuovi casi stimati all'anno in Italia, il melanoma è un tumore maligno della pelle la cui incidenza a livello mondiale, secondo alcuni studi, sarebbe raddoppiata negli ultimi 10 anni. Difficilmente esordisce prima dei 30 anni, ma l'esposizione ai raggi UV accumulata durante l'infanzia ha senz'altro un ruolo nell'aumentare il rischio di sviluppare la malattia in età adulta.

Lo dimostra il primo studio svolto su un modello animale naturale, l'opossum dalla coda corta, finalmente individuato dagli scienziati per la valutazione degli effetti dei raggi UV sulla pelle validi anche per l'uomo. La ricerca condotta da un team del Texas Biomedical Research Institute, e appena pubblicata sulla rivista Pigment Cell and Melanoma, ha stabilito in modo inequivocabile come l'incidenza del melanoma maligno in età adulta possa essere notevolmente ridotta dall'uso continuato di protezione solare durante l'infanzia.

"I filtri solari sono molto efficaci nel prevenire le scottature", spiega John VandeBerg, autore anziano della ricerca, "ma questo paradossalmente ha portato alcuni a domandarsi se siano efficaci nel prevenire il melanoma causato dalla luce utravioletta. E' stato suggerito che i filtri solari mettono le persone in condizioni di ricevere una maggiore esposizione agli UV senza scottarsi, e che un'aumentata esposizione alla luce UV ha comportato un aumento dell'incidenza del melanoma".

Davvero quindi sarebbe proprio l'uso dei filtri solari a far aumentare i casi di melanoma? Finalmente è possibile dare una risposta a questa domanda, grazie al primo modello animale che secondo gli scienziati permette di studiare le conseguenze dell'esposizione ai raggi UV sull'uomo. Si tratta dell'opossum dalla coda corta, piccolo marsupiale del Sud America, sul quale i ricercatori hanno testato la capacità di una crema solare con fattore di protezione 15 di prevenire il melanoma indotto dai raggi UV.

Gli autori hanno scoperto che l'applicazione di una lozione contenente un filtro solare negli opossum neonati riduceva di 10 volte le lesioni pre-cancerose, che possono progredire in melanoma, rispetto a quanto osservato nei neonati spalmati con una lozione priva di filtro. Una differenza nello sviluppo di lesioni che si è verificata anche con l'applicazione di raggi UV a dosi molto basse, al punto da non causare nemmeno un leggero arrossamento della pelle negli animali non protetti da filtro. Le lesioni compaiono di solito nel corso dell'adolescenza e non si trasformano in melanomi prima dell'età adulta, proprio come avviene nell'uomo.

"In base a questi risultati ipotizziamo", conclude VabderBerg, "che la ragione per cui è particolarmente importante usare regolarmente una protezione solare nel corso dell'infanzia, specialmente della prima infanzia, è che le cellule della pelle durante la crescita si dividono molto più rapidamente che nell'età adulta, ed è durante la divisione cellulare che le cellule sono maggiormente suscettibili al danno indotto dai raggi UV". Prova ne è il fatto che i ricercatori non sono riusciti a indurre il melanoma sulla pelle rasata degli opossum adulti anche quando li hanno esposti ai raggi UV senza protezione.

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