Salute

Fibromialgia: i dolori dipendono dai vasi sanguigni

Uno studio ha individuato nelle terminazioni nervose dei vasi sanguigni la probabile causa di una malattia rara che ancora molti medici considerano "inventata" dai pazienti

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Hai male alle mani al solo toccarle? Non riesci a dormire la notte per i dolori e provi spesso anche un senso di generale affaticamento ai muscoli? Abbiamo una buona notizia per te, non solo non sei pazzo, come qualche dottore avrà forse provato a insinuare per mancanza di idee in merito a una diagnosi, ma un gruppo di ricercatori ha scoperto cosa provoca il dolore, e gli altri sintomi. Ed è una causa che non sta nel cervello del paziente, ma precisamente nei vasi sanguigni. La scoperta risale a un anno fa, eppure sembra che per i pazienti che soffrono del disturbo non sia ancora cambiato granché.

In Italia si sta ancora cercando di farla riconoscere come malattia rara e invalidante. Fino ad oggi è stata una malattia dalla difficile identificazione e ancor più difficile trattamento. I dolori possono essere diffusi o concentrati in alcuni punti del corpo e sono accompagnati da rigidità muscolare, stanchezza e spesso da insonnia. Convivere con il dolore cronico porta poi a lungo andare in molti pazienti anche a forme depressive. Chi ancora oggi si sente rispondere che si tratta di un disturbo di natura psicologica può provare a citare lo studio svolto da Frank Rice e colleghi, che hanno analizzato i tessuti dei pazienti per capire se vi fossero cause biologiche per i dolori e gli altri sintomi.

Hanno scoperto che nei palmi delle mani di chi soffre del disturbo si trovano fibre nervose in eccesso intorno a particolari vasi sanguigni che sono qui localizzati. "Pensavamo che queste terminazioni nervose fossero solo coinvolte nella regolazione del flusso sanguigno a livello inconscio", spiega Rice, "ma qui abbiamo le prove che le terminazioni dei vasi sanguigni potrebbero anche contribuire al nostro senso del tatto a livello conscio e anche del dolore". Questi vasi sono coinvolti anche nella regolazione della temperatura del corpo, perché in condizioni di caldo fanno in modo che il sangue resti localizzato e il calore possa irradiarsi verso l'esterno, mentre quando fa freddo lasciano fluire più liberamente il sangue per scaldare il corpo. La patologia potrebbe ostacolare il corretto funzionamento di questo meccanismo e ciò potrebbe essere la causa dei dolori e delle rigidità muscolari patite dai pazienti.

Quanto ci vorrà per osservare un cambiamento nell'opinione clinica della malattia e per mettere a punto nuovi e si spera più efficaci trattamenti?

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