Salute

Ferragosto in salute, i consigli degli esperti

Caldo, traumi, insetti: dai medici dell'ospedale Bambino Gesù i suggerimenti per affrontare le vacanze al mare e in montagna senza pericoli

pesci

– Credits: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Siamo nella settimana più attesa da milioni di italiani. Pochi giorni di riposo e vacanze. Con qualche precauzione in più da osservare. Ce le suggeriscono i medici dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, a Roma, che invitano chi va al mare, in montagna, o semplicemente rimane in città, a osservare poche, ma basilari regole per prevenire brutte sorprese, soprattutto per bambini e adolescenti (ma potrebbero valere per tutti).

La prima potrebbe sfuggire alla maggioranza: prestare attenzione quando si entra in acqua e rischiare di prender qualche buca nella sabbia. Si corre il rischio di abbassare la concentrazione al punto tale da rimediare una lesione ai legamenti anche solo entrando in mare per un bagno. Nei giovani, in particolare, si è osservato casi di lesioni dei legamenti del ginocchio in conseguenza di un movimento di rotazione del piede finito in una “buca” del fondale marino irregolare.

Più in generale, va prestata massima cautela nei vari momenti della giornata estiva. Durante l’inverno, nella maggior parte dei casi, i ragazzi praticano le loro attività in spazi controllati ed idonei dove vengono seguiti da professori e/o istruttori. La soglia del rischio è inferiore al periodo estivo in cui i momenti di libertà per i ragazzi si moltiplicano ed i controlli su tutte le attività e nell’intero arco della giornata sono più difficili. Un’attenzione particolare, dicono gli esperti del Bambino Gesù, deve essere rivolta ai piccoli pazienti quando trattiamo dei traumi della strada.

Se si hanno i piccoli a bordo i piccoli vanno sempre utilizzati gli appositi seggiolini. Tale raccomandazione vale per gli adulti e per i giovani, magari neopatentati. A volte sono proprio questi ultimi, in qualità di fratelli maggiori, a trasportare i fratellini o le sorelline da una località all’altra nell’intenso traffico del periodo di Ferragosto.

ATTENZIONI ALLE IMMERSIONI SUBACQUE

“Catena del freddo e lotta alla disidratazione sono due concetti cardine - dichiara Giuliano Torre, responsabile di Epatologia, gastroenterologia e nutrizione -. Ricordarsi, in qualsiasi posto si trascorra il giorno di Ferragosto e i seguenti, di portarsi sempre una borsa termica per mantenere cibo e bevande . Poi, raccomando di bere molto”.

I rischi di Ferragosto sono legati anche alle immersioni subacquee e ai condizionatori che diffondono aria troppo fredda. La difficoltà nei meccanismi di compensazione sott'acqua facilita il rischio di otiti. Mentre un condizionatore orientato a basse temperature è causa frequente di rinofaringiti e faringiti.

Vacanze si vivono anche in campagna. “Lì giocare all’aria aperta fa bene esattamente come in altri posti, ma bisogna mettersi al riparo dalle punture dubbie”, sottolinea May El Hachem, responsabile di Dermatologia. Che aggiunge: “I ragazzi vanno tenuti d’occhio, soprattutto quando si ritrovano nei pressi di casali diroccati e abbandonati. Spesso, questi, possono rivelarsi covo per zecche e pulci. Se si ritorna con una puntura di cui non se ne conosce la provenienza, allora bisogna andare dal pediatra del Pronto Soccorso più vicino”.

In merito al tema del gioco, stare troppo al computer o su tablet e smartphone non nuoce alla vista, ma provoca comunque un affaticamento. Per gli occhiali da sole, invece, il consiglio è quello di acquistare lenti protettive solo nei centri specializzati e non altrove. Solo lì si può certificare la presenza nelle lenti da parte dei filtri per i raggi Uv.

Infine, per i più piccoli e per coloro che soffrono di problemi cardiaci ecco il parere di Giacomo Pongiglione, responsabile del Dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica: “Per i primi il consiglio è di tenersi alla larga dai raggi solari intensi, per gli altri attenzione alla troppa competizione quando si gareggia tra amici. E’ infatti accaduto di aver avuto a che fare con casi di ragazzi che soffrivano di cardiopatia in forma lieve, ma che a furia di giocare a pallone in spiaggia sono comunque svenuti. Sforzi estremi quando c’è il solleone? Meglio lasciare perdere”

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