Salute

Fecondazione: donazioni gratuite e niente cataloghi

Il ministro della Salute Lorenzin spiega quali saranno i limiti della fecondazione eterologa in Italia

Fecondazione assistita

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"È mia intenzione agire con la maggiore rapidità possibile affinché il percorso della fecondazione eterologa sia attivo in Italia".
La rassicurazione arriva dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc, affermando che "entro il 31 luglio" saranno definiti gli aspetti normativi che comprendono anche la revisione delle linee guida del 2008 in materia di fecondazione assistita.

In un'intervista al Corriere della Sera il ministro spiega che la donazione sarà gratuita, "niente indennità forfettarie", avrà limite al numero, per evitare troppi "bambini da uno stesso genitore biologico", non ci saranno "cataloghi" per scegliere le caratteristiche genetiche del genitore biologico e i bambini avranno diritto a conoscere le proprie origini.

Il lavoro degli esperti

"Domani - spiega il ministro - si riunisce un gruppo di lavoro di circa 20 esperti da me nominati per affrontare una serie di problemi e garantire qualità e sicurezza ai cittadini. Le loro osservazioni mi serviranno a valutare le possibili e eventuali misure anche normative". Questa "fase istruttoria" durerà fino al 28 luglio. È il modo, secondo il ministro per rispettare la sentenza della Consulta, dando allo stesso tempo "il massimo delle garanzie ai pazienti". Lorenzin aggiunge che occorrerà coinvolgere il Parlamento su "questioni più importanti che le sole linee guida". Un intervento del Parlamento il ministro lo auspica anche sullo "spinosissimo" caso dell'ospedale Pertini di Roma: "Sarebbe bene prevedere in caso di scambio a chi appartengano i bambini"

Tempi brevi

Dal ministro, dunque, un impegno: "I tempi di attuazione della sentenza saranno brevi, ma soprattutto saranno al servizio dei nascituri e della sicurezza dei genitori". Il percorso attuativo però, ha chiarito Lorenzin, non può prescindere dall'esigenza di garantire la sicurezza dei trattamenti praticati: le normative europee prevedono infatti azioni specifiche per donazioni di gameti da persone diverse dal partner, non recepite in precedenza proprio a causa del divieto di fecondazione eterologa. Il riferimento è alla direttiva 17 del 2006 che riguarda, ha chiarito, i test di tipo infettivo e genetico che devono essere messi in atto per una corretta selezione dei donatori. Inoltre, la donazione dei gameti deve prevedere una serie di misure di sicurezza sanitaria tra le quali: "stabilire il numero massimo di donazioni per ciascun donatore, la tracciabilità nazionale del donatore, il problema del rischio di donazione di gameti tra consanguinei, garantire che l'import-export avvenga escludendo qualsiasi carattere commerciale e disciplinare il cosiddetto egg-sharing, ovvero la possibilità di donare ovociti sovrannumerari per le donne che si sottopongono a fecondazione assistita".

Le rassicurazioni del ministro non convincono però l'associazione Coscioni: "Il quadro regolatorio già permette la fecondazione eterologa - afferma il segretario dell'Associazione Filomena Gallo -. Ci auguriamo che il ministro non utilizzi alcun pretesto per ritardare l'attuazione della sentenza della Corte. Chiediamo l'immediato aggiornamento dei Lea con l'inclusione dell'infertilità/fecondazione medicalmente assistita e non vorremmo che, nella ricerca di deterrenti per l'eterologa, sia disatteso l'obbligo previsto all'art. 15 della legge 40 che impone al ministro di presentare entro il 30 giugno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40".

Intanto, sarebbero già circa 9 mila le coppie italiane infertili che vorrebbero poter avere un figlio con la fecondazione eterologa. Ogni anno, secondo le ultime stime, sono circa 2.500-2.700 le coppie italiane che si recano all'estero per poter effettuare un intervento di eterologa. I costi dipendono dalle attrezzature e dall'assistenza offerte dai centri, ma anche dalla speculazione, e variano dai 2.500-3.000 euro dell'Ucraina ai 7.000- 8.000 della Spagna.

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