Salute

Escherichia coli, latte sotto osservazione

Assolta l'anguria, i sospetti sulla diffusione del batterio sono ora concentrati su un caseificio del barese

Latte e prodotti caseari sequestrati in Puglia - Credits: iStockphoto by Getty Images

L’Escherichia coli, che provoca l’insorgenza della Sindrome emolitico uremica (Seu ), torna a far parlare di se in Puglia. Il batterio, che provoca dissenteria con presenza di sangue nelle feci, dolori addominali e vomito, è stato ora isolato in alcune partite di latticini del sud est barese. Sono, intanto, saliti a diciotto i casi di contagio registrati.

Se in un primo momento la colpa era stata data alle angurie, adesso i controlli sembrano puntare su un caseificio di Monopoli, ora chiuso dai Nas, dove il ceppo relativo ai ricoverati è stato riscontrato qualche giorno fa. L’operazione che ha portato alla chiusura del caseificio e al sequestro dei prodotti è stata fatta dai carabinieri del Nas con personale del Servizio veterinario della Asl. Sono state accertate le pessime condizioni igienico-sanitarie e strutturali del caseificio: intonaco e tinteggiatura escoriata a causa di infiltrazioni di acqua, infissi privi di zanzariera, sporco diffuso. Mancavano inoltre le procedure di autocontrollo necessarie, l’Haccp, per risalire ai clienti e ai fornitori delle materie prime del caseificio.

Un campione è stato inviato anche all’Istituto superiore di sanità perché venga comparato con quello che ha provocato l'epidemia, allo scopo di verificare se si tratta dello stesso ceppo. Al momento sono circa 8 le tonnellate di alimenti sequestrati. C’è anche Turi, paese non lontano da Monopoli, tra i paesi sotto controllo dei Nas. Si controllano altre aziende che producono e vendono latticini, ma anche quelle che vendono latte crudo, munto e non pastorizzato. Il sospetto è che alla base della diffusione di Seu ci sia stata una vendita indiscriminata di latte contaminato, utilizzato da caseifici per la produzione di latticini, più o meno consapevolmente.

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DEI PAZIENTI

Sedici delle persone colpite sono dei bambini di età compresa tra gli 1 ed i 6 anni e diversi di loro sono ancora ricoverati in ospedale. Come fa sapere l’Osservatorio, “le condizioni cliniche dei piccoli pazienti sono in sensibile miglioramento e sette persone sono state dimesse per completa regressione della sintomatologia”.

Qualche giorno, nella fase più acuta e immediata della diffusione del batterio, Panorama.it aveva chiesto spiegazioni a Maria Chironna, docente di Igiene al Dipartimento di scienze biomediche e oncologia umana dell’Università degli Studi di Bari. Che aveva puntato tutto sulla prevenzione . E’ bene ricordare qualche regola utile anche in questi giorni: rafforzamento delle misure igieniche e l’applicazione del sistema HACCP in macelli e impianti di lavorazione per evitare contaminazioni fecali e cross-contaminazioni, evitare in cucina la contaminazione di alimenti pronti per il consumo, come insalate e carne cruda, per esempio usando lo stesso coltello o lo stesso tagliere, lavaggio continuo delle mani, l’ educazione sanitaria e una corretta informazione sui rischi derivanti dal consumo di acqua e alimenti che non rispettano le comuni norme igienico-sanitarie.

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