Salute

Escherichia coli, i consigli dell'esperto

Cos'è, come si manifesta e come si previene il virus della Sindrome emolitico uremica che si sta diffondendo in Puglia: lo spiega Maria Chironna, docente di Igiene all'Università di Bari

Medici a lavoro per isolare l'Escherichia coli in Puglia - credits: iStockphoto

Il primo caso risale al 4 giugno ma l’allarme è salito nelle ultime due settimane. L’Escherichia coli irrompe in Puglia, ma la situazione, secondo medici ed esperti, è sotto controllo. Fino a ieri, infatti, sono stati segnalati complessivamente 16 casi di Sindrome emolitico uremica (Seu), in gran parte residenti in provincia di Bari. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello di un ragazzo quindicenne ricoverato all’ospedale “Perrino” di Brindisi nel reparto malattie infettive. Stando a quanto apprende Panorama.it da fonti interne al nosocomio brindisino, l’adolescente non sarebbe in gravi condizioni. La Seu è una infezione intestinale che colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con diarrea spesso caratterizzata da presenza di sangue nelle feci, vomito e dolore addominale. Se si esclude un adulto e il quindicenne, il focolaio di Seu riguarda bambini con un’età media intorno ai 2 anni.

“Non è possibile escludere che altri casi si verifichino nei prossimi giorni anche se sono state messe in atto tutte le misure per cercare di limitare il focolaio epidemico. I risultati dei primi test sui casi esguiti dall’Istituto superiore di sanità hanno evidenziato che il ceppo di verocitotossine responsabile è l’O26. Tra le misure predisposte dalle autorità sanitarie per il controllo dell’epidemia, l’indagine epidemiologica tuttora in corso che servirà a comprendere quale possa essere la possibile fonte di contagio – spiega a Panorama.it Maria Chironna, docente di igiene al Dipartimento di scienze biomediche e oncologia umana dell’Università degli Studi di Bari  - Sono stati avviati controlli su acqua e alimenti in tutto il territorio regionale anche se i primi risultati non indicano una fonte certa. Ulteriori e più estese indagini su matrici di origine alimentare e ambientale  cercheranno di chiarire tale aspetto. Tali indagini vengono condotte in collaborazione con i Dipartimenti di prevenzione e gli Istituti zooprofilattici della regione e le attività di controllo centralizzate a livello dell’Osservatorio epidemiologico regionale”.

LA SEU CONSIDERATA EVENTO SENTINELLA

I ceppi batterici di Escherichia coli produttori di verocitotossine sono responsabili di una ampia gamma di manifestazioni cliniche nell’uomo sia a livello intestinale, diarrea e colite emorragica, che sistemico, come la Seu, che può essere considerato un evento sentinella: può svilupparsi perchè le tossine prodotte da questi ceppi passano in circolo dall’intestino e possono provocare danni a livello dei reni fino a dare insufficienza renale acuta.

“Per questo motivo, molti dei soggetti colpiti vengono ricoverati presso i reparti di nefrologia per le cure del caso. Nonostante siano numerosi i sierotipi Vtec finora isolati, soltanto un ristretto numero di essi è associato alla maggioranza dei casi umani di malattia. Il contagio avviene ingerendo acqua o alimenti contaminati e il serbatoio di questi ceppi particolari sono soprattutto i bovini – aggiunge la Chironna, che è anche segretario generale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica -. Questi ceppi sono contenuti nell’intestino dell’animale e durante la macellazione può avvenire la contaminazione delle carni. Si deve quindi fare attenzione ad alimenti come carni bovine, latte, soprattutto crudo, prodotti caseari, verdure, insalata in particolare, e frutta in generale che possono essere accidentalmente contaminati da feci bovine”.

IN ITALIA 30 CASI ALL'ANNO

In Puglia negli ultimi 10 anni i casi segnalati sono stati in media tre. Ma quale è la situazione in Italia e nel mondo? E’ un’infezione da tenere sotto controllo ancora con attenzione e allarme oppure si tratta di focolai sporadici? “In Italia esiste il registro dei casi di Seu a cura dell’Istituto superiore della sanità che si basa sulle segnalazioni dei casi da parte delle nefrologie pediatriche. Se ne contano in media una trentina ogni anno – prosegue la docente -. Epidemie sono state segnalate in Nord America e Gran Bretagna e anche in Italia due focolai epidemici sono stati segnalati nel 1992 e 1993 anche se non è stata identificata la sorgente di infezione. Nel 2011 in Germania vi è stata una vasta epidemia da ceppo Vtec O104 con più di 3800 casi e oltre 800 Seu, soprattutto in adulti, associata presumibilmente a semi di germogli di fieno greco”.

Anche per l’Escherichia coli la prevenzione è fondamentale. “La prevenzione e il controllo delle infezioni si basano sul consumo esclusivo di latte pastorizzato e carni ben cotte, sul rafforzamento delle misure igieniche e l’applicazione del sitema HACCP in macelli e impianti di lavorazione per evitare contaminazioni fecali e cross-contaminazioni, sulla considerazione del rischio rappresentato da vegetali e acque contaminati da materiale fecale – conclude Chironna -. Va  evitata in cucina la contaminazione di alimenti pronti per il consumo, come insalate e carne cruda, per esempio usando lo stesso coltello o lo stesso tagliere. Misure cardine per la prevenzione sono, inoltre, il lavaggio continuo delle mani, l’ educazione sanitaria e una corretta informazione sui rischi derivanti dal consumo di acqua e alimenti che non rispettano le comuni norme igienico-sanitarie”.

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