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Salute

Tre genitori per un bambino

I ricercatori hanno ottenuto embrioni derivati dal Dna di tre persone diverse, per rimediare a un difetto genetico

embrione

I ricercatori dell’Oregon Health & Sciences University hanno creato una serie di embrioni con il patrimonio genetico di un uomo e di due donne, utilizzando una tecnica che in futuro potrebbe evitare alcune gravi patologie ereditarie nei neonati. Lo riporta uno studio pubblicato sulla rivista Nature riaprendo il dibattito sugli embrioni con tre genitori che in Gran Bretagna è attualmente oggetto di una consultazione pubblica (che continuerà fino a dicembre) volta ad esaminare sicurezza ed efficacia di una tecnica di fertilizzazione in vitro controversa e finora proibita. Il metodo, sviluppato nel 2008 dall’équipe guidata da Doug Turnbull della Newcastle University, dimostrava la possibilità che, in futuro, i bambini avrebbero potuto avere tre genitori biologici. Scatenando un dibattito infuocato sulle implicazioni etiche della scoperta.

Ora il team di genetisti dell’Oregon coordinato da Shoukhrat Mitalipov ha annunciato la creazione di 13 embrioni umani derivati dal dna di tre persone diverse. Gli scienziati hanno spiegato che il dna del terzo genitore sarebbe pari all’1% dell’intero patrimonio genetico dell’embrione e rappresenta la semplice sostituzione di un difetto genetico ereditato dalla  madre.

In pratica, i geni “sostituiti” non riguardano il fenotipo del futuro bambino (non determinano, cioè, il colore degli occhi o dei capelli o l’altezza) ma interessano una particolare mutazione genetica nel mitocondrio che, in 1 bambino su 5.000, provoca malattie ereditarie come insufficienza renale, malattie cardiache, epilessia, demenza, cecità e sordità. Ricorrendo a questa tecnica una donna sarebbe quindi in grado di dare alla luce un figlio che eredita per intero il proprio patrimonio genetico ad eccezione del dna mitocondriale, portatore della malattia.

Nel caso questo metodo venisse approvato, i genetisti utilizzerebbero due ovuli non fecondati: quello della paziente con il difetto genetico e quello di una donatrice sana. Dal primo ovulo rimuoverebbero il nucleo, impiantandolo nell’ovulo svuotato della donatrice con dna mitocondriale sano.

Mitalipov ora spera di ottenere l’autorizzazione a procedere da parte del governo per poter iniziare una reale sperimentazione sulle donne.

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