Rendering in 3D del virus Ebola
Salute

Ebola, il virus dormiente può ancora contagiare

È quanto emerge dallo studio di una piccola epidemia in Liberia: le persone infettate non avevano avuto contatti con malati

In almeno un piccolo numero di casi in Liberia, il virus di Ebola è stato trasmesso non nell’unico modo in cui finora si considerava possibile il contagio, cioè attraverso il contatto con i fluidi corporei di un malato, ma dal virus che ancora persisteva nel corpo di una persona apparentemente guarita.

È quanto riporta un gruppo internazionale di ricercatori in uno studio pubblicato su Science Advances.

Epidemia senza contatti. Lo scenario si sarebbe verificato nel giugno del 2015 quando, dopo diversi mesi senza nuovi casi (come già era successo nel marzo) e quando sembrava imminente la tregua dalla malattia, ci fu una piccola epidemia con sette nuovi casi nel villaggio di Needowein, nella contea di Margibi. Alla ricerca di indizi su come potessero essersi infettate quelle persone, dato che non erano stati rintracciati possibili contatti con malati provenienti dai paesi vicini, i ricercatori hanno analizzato il genoma del virus dei pazienti infetti. Si sono così resi conto della sorprendente somiglianza dal punto di vista genetico con il virus isolato in altre zone dell’Africa occidentale: segno che i nuovi casi erano in relazione con il resto dell’epidemia e non avevano avuto origine da un nuovo passaggio del virus dal mondo animale.

Virus nascosto. In particolare, le analisi genetiche hanno rivelato una forte analogia con i genomi del virus isolato nel 2014 in un gruppetto di malati di una vicina comunità. I ricercatori hanno poi anche rintracciato alcune connessioni dirette tra questo villaggio e quello della nuova epidemia, in particolare una donna sopravvissuta a Ebola che era poi andata a vivere con due delle persone che un anno dopo si sono ammalate a Needowein. Questo fa pensare che la trasmissione del virus sia stata possibile non attraverso il contatto con i fluidi corporei di una persona nella fase acuta dell’infezione, ma anche quando la fonte del contagio non aveva più sintomi. È già stato dimostrato che la trasmissione per via sessuale da un paziente guarito è possibile, perché il virus può sopravvivere nel liquido seminale per diversi mesi. Dall’analisi dei nuovi casi, i ricercatori ipotizzano che Ebola possa persistere nel corpo in uno stato “dormiente” e che, anche se molto raramente, una persona possa essere contagiosa anche quando è apparentemente guarita. Un tassello di conoscenza in più su questa ancora misteriosa malattia e una lezione importante da tenere a mente nel monitoraggio dei sopravvissuti e in caso di eventuali future epidemie.


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