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Salute

Ebola, ecco come si difende l'Italia

Controlli massicci in porti e aeroporti e campagna di informazione tra i viaggiatori. Obama: "Dobbiamo agire rapidamente"

Maggiore coordinamento fra i ministeri coinvolti (Salute, Difesa, Esteri, Trasporti e Interni) per rafforzare i controlli in porti e aeroporti ma anche per avviare una massiccia campagna di informazione tra i viaggiatori. Questo quanto deciso ieri, mercoledì 16 ottobre in un vertice a Palazzo Chigi tra il ministro Beatrice Lorenzin e i responsabili degli altri dicasteri.

Ieri sera invece il presidente degli Stati Uniti Obama ha convocato un vertice straordinario alla Casa Bianca per coordinare la reazione del governo americano alla diffusione dell'Ebola nel mondo. Ieri è stata anche confermato il secondo contagio di un un operatore sanitario dell'Ospedale texano dove è stato ricoverato il primo paziente Usa risultato positivo al test della malattia.

Il controllo in porti e aeroporti
Sul tavolo del vertice - al quale ha partecipato anche l'Ente nazionale per l'aviazione civile Enac - anche il "passaggio" dei controlli, sul fronte degli immigrati in arrivo, dall'operazione Mare Nostrum all'Agenzia europea delle frontiere, Frontex.

L'obiettivo è infatti, prima di tutto, quello di intensificare le misure di controllo in porti e aeroporti e, a tal fine, si prevede un potenziamento del personale degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf).

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Informazione
I ministri hanno anche concordato l'avvio di una massiccia operazione di informazione: da domani saranno infatti distribuiti nei porti e negli aeroporti opuscoli informativi del ministero della Salute sulla malattia da Ebola.

Gli opuscoli sono mirati a dare una corretta e precisa informazione sulla malattia, i sintomi da dichiarare ed i comportamenti da adottare.

L'Italia non ha comunque voli diretti con Guinea, Liberia e Sierra Leone, i paesi africani 'cuore' dell'epidemia.

Evacuazione degli italiani (se servisse)
Altra questione quella dell'eventuale evacuazione di operatori italiani infettati dall'Africa all'Italia.

Su questo fronte l'Italia è pronta ad intervenire con due aerei militari C130 organizzati per il trasporto dei malati all'Istituto Spallanzani di Roma per le cure.

La linea sostenuta a livello europeo sarebbe comunque quella di prevedere la possibilità di trattamenti medico-sanitari tempestivi in loco, ovvero in Africa, per gli operatori sanitari che dovessero risultare contagiati dal virus.

Di tali temi si discuterà oggi a Bruxelles nel vertice dei ministri della Salute Ue convocato su sollecitazione del ministro Beatrice Lorenzin nell'ambito del semestre italiano di presidenza del Consiglio Ue.

Sul tavolo anche la questione della tracciabilità dei passeggeri, fortemente sostenuto dal ministro Lorenzin. Il punto è' garantire proprio la tracciabilità di quei passeggeri che, provenienti dai paesi africani a rischio Ebola, dovessero giungere in Europa attraverso voli non diretti ma che prevedono scali in altri aeroporti.

L'Onu chiede più aiuti
Intanto il Consiglio di Sicurezza dell'Onu chiede "a tutti gli stati membri di accelerare ed estendere lo stanziamento di risorse finanziarie e l'assistenza materiale" a favore dei Paesi colpiti dall'Ebola. Un'assistenza che includa laboratori mobili, ospedali da campo, personale sanitario e servizi alle unita' di trattamento e di isolamento del virus.

Il presidente americano Barack Obama, il premier Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier britannico David Cameron e il presidente francese Francois Hollande nel corso di una videoconferenza hanno comunicato la consapevolezza dei paesi occidentali sul fatto che si tratti dell'emergenza più seria per la salute pubblica degli anni recenti e che la comunità internazionale deve fare di più e più rapidamente per fermare la diffusione della malattia nella regione.

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