Salute

Dolore, legge 38 topic del semestre italiano in Ue

Se ne è parlato a Firenze nell'ambito di Impact proactive 2014. Panorama.it vi ha preso parte

Un medico visita un paziente con dolore cronico – Credits: Mangostock - Thinkstock by Getty

In Europa 500 milioni di giornate lavorative e 34 miliardi di euro persi, a causa di patologie algiche. Sul fronte delle cure, in Italia il consumo di oppioidi forti cresce del 20 per cento, con un livello attuale pari a circa 1,70 euro pro capite. Una ricerca europea ha poi valutato una percentuale del 19 per cento di adulti affetti da problemi legati al dolore cronico non oncologico. In Italia ne è colpito un cittadino su 4, ossia quasi 15 milioni di persone, con punte più elevate tra gli over 65 e una presenza ancora più massiccia tra le donne.

Siamo dunque di fronte a un’epidemia invisibile: nelle rilevazioni statistiche il dolore come vera e propria malattia non esiste, ma si nasconde all’interno di altre diagnosi. IMPACT proactive 2014 , svoltosi a Firenze e a cui Panorama.it ha preso parte, è stata l'occasione per fare il punto della situazione. “Uno dei fronti su cui occorre lavorare è quello dell’umanizzazione della medicina - ha dichiarato Gian Franco Gensini, Presidente del comitato scientifico IMPACT proactive e ordinario di Medicina interna  all’Università di Firenze -. Serve un maggiore sforzo dei clinici verso la riflessione e la disponibilità all’ascolto del paziente, che si attua dando valore alla sua specifica storia e instaurando con lui una relazione simmetrica. Solo così sarà possibile raccogliere le informazioni e sviluppare gli strumenti necessari affinché le cure siano davvero tailor-made”

La Legge 38/2010, i cui principi saranno tra i topic del semestre italiano all’Ue, continua in patria il suo percorso di applicazione. Sul fronte della definizione delle tariffe sono stati compiuti importanti passi avanti. Il ministero della Salute ha inviato un questionario alle Unità di cure palliative primarie di tutta Italia, per raccogliere dati sulla diversità regionale dei costi. Quasi tutte hanno risposto, permettendo di comprendere le differenze tra una regione e l’altra, di equilibrare i budget e codificare le singole prestazioni. Si è così potuto individuare il livello di “reimbursement” medio su cui ragionare. Si lavora anche affinché le prime visite di terapia del dolore abbiano una loro specifica categorizzazione e non siano più indicate genericamente come ‘visite mediche’.

“Ci stiamo poi concentrando sulle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) affinché venga indicato al loro interno se il paziente è stato sottoposto o meno a terapia del dolore e se il trattamento è stato efficace. Per quanto riguarda i master sulla terapia del dolore, quelli attualmente attivi e aderenti ai dettami della Gazzetta Ufficiale 89 dell’aprile 2012 sono 4, l’auspicio è che presto aumenti il numero delle Università in grado di erogarli – dice a Panorama.it Guido Fanelli, Presidente della Commissione ministeriale terapia del dolore e cure palliative e considerato il padre della normativa italiana - Le Regioni stanno proseguendo i percorsi attuativi e quasi tutte hanno deliberato, tranne la Puglia che è in forte ritardo, ma servono ulteriori sforzi per passare dalle delibere alla concreta applicazione della 38: ora molto dipende dalle singole realtà regionali e dai direttori generali delle Asl, che devono seriamente impegnarsi su questo fronte”.

“L’Efic sta collaborando con l’Organizzazione mondiale per la sanità per una nuova edizione dell’International classification of diseases e poter così attribuire alla patologia dolorosa un suo specifico codice. Nonostante il suo impatto socio-economico così rilevante, il problema non è una priorità nell’agenda degli Stati europei – aggiunge Hans Kress, presidente Efic , l’European pain federation -. Ammiro molto il lavoro svolto dal Governo italiano che, con la legge 38, è stato tra i primi a comprendere la necessità di creare un network sul territorio, per garantire al cittadino cure antalgiche appropriate: un passo fondamentale nella giusta direzione”.

CRESCE IL CONSUMO DI OPPIOIDI

In Italia il trend di consumo di oppioidi tra il 2011 e il 2013 ha avuto un incremento, i dati completi saranno disponibili dopo la presentazione del nuovo rapporto al parlamento sullo stato di attuazione della legge 38. Durante il World Medicine Park, svoltosi a Minorca lo scorso maggio, si è parlato di questo trend in crescita . In particolare, nel periodo 2009-2013, Italia, Francia, Spagna e Portogallo hanno registrato nel complesso un aumento dei consumi di oppioidi forti (gold standard per il trattamento del dolore moderato-severo) pari al 15%, contro un +8 per cento dei Paesi del Nord Europa, dove l’impiego di questi farmaci resta comunque più elevato. Nel nord America si assiste invece ad un notevole allarme sociale: l'abuso di farmaci oppioidi sta diventando la prima causa di morte tra i ragazzi e gli adolescenti. Situazione molto più sotto controllo nel nostro paese, anche grazie alla legge 38.

Nel 2012 è stata avviata la prima campagna di comunicazione nazionale sulle cure palliative, ma si può fare molto di più, sia nell'offrire sempre maggiori informazioni agli stessi medici e ai cittadini, ma anche, come ha chiesto Panorama.it durante la tavola rotonda, condividere esperienze con i giornalisti e gli operatori dei mezzi di comunicazione e avviare a livello europeo una piano specifico di conoscenza diretta e capillare.

Durante il semestre di Presidenza all’Ue, l’Italia presenterà un “position paper” per condividere con gli stati membri e la Commissione europea l’esperienza acquisita in virtù della legge 38/2010. Marco Spizzichino, direttore dell’Ufficio XI - Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute , sottolinea come "l’obiettivo fondamentale di questo documento, condiviso anche con le Regioni, sarà estendere i concetti chiave della nostra normativa agli altri paesi dell’Unione. In particolare, chiederemo: reti nazionali per la terapia del dolore e le cure palliative, campagne di comunicazione per informare i cittadini, progetti di formazione e aggiornamento degli operatori sanitari, linee guida sul trattamento farmacologico e non farmacologico del dolore cronico e indicazioni circa il suo monitoraggio".

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