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Salute

Dieta e esercizio fisico proteggono dall'Alzheimer

Chi ha uno stile di vita più sano presenta meno depositi di proteine nel cervello

Un nuovo studio è il primo a dimostrare come lo stile di vita influenzi l'anomala formazione di proteine in persone con problemi di memoria. Lo hanno condotto i ricercatori dell'Università della California a Los Angeles e hanno scoperto che una dieta sana, un'attività fisica regolare e un indice di massa corporea nella norma possono ridurre l'incidenza dei depositi proteici associati all'esordio del morbo di Alzheimer.

Esaminando la presenza di placche nel cervello di 44 adulti di età compresa tra i 40 e gli 85 anni con lievi problemi di memoria ma senza segni di demenza, i ricercatori hanno scoperto che i depositi di Beta amiloide, una proteina tossica che si accumula negli spazi tra le cellule nervose del cervello, avevano un'associazione con i principali fattori legati allo stile di vita. In particolare coloro che avevano un indice di massa corporea nella norma, dichiaravano di svolgere regolare attività fisica e seguivano una dieta mediterranea presentavano livelli più bassi di placche di Beta amiloide e protenina tau all'interno dei neuroni, altro tratto tipico della malattia.

"Il fatto che siamo riusciti a rilevare questa influenza dello stile di vita a livello molecolare prima dell'esordio di seri problemi di memoria ci ha sorpreso", ha spiegato David Merrill, l'autore principale dello studio, che appare nel numero di settembre dell'American Journal of Geriatric Psychiatry. Studi precedenti avevano collegato uno stile di vita sano con un ritardo nell'insorgenza del morbo di Alzheimer. Tuttavia, il nuovo lavoro è il primo a dimostrare come specifici fattori dello stile di vita influenzino direttamente le proteine ​​anormali nelle persone con lieve perdita di memoria che non sono ancora stati diagnosticate con demenza, sostiene Merrill.

Non solo quindi ora i pazienti sanno come fare per cercare di prevenire l'insorgenza della più comune forma di demenza, ma anche i medici hanno uno strumento in più per aiutare i propri pazienti: adesso sanno che lo stile di vita ha un'importanza rilevante. Il passo successivo della ricerca sarà quello di coniugare l'imaging, cioè la PET usata per guardare nel cervello dei partecipanti allo studio, con interventi sulla dieta, l'esercizio fisico e altri fattori modificabili dello stile di vita, come lo stress e la salute cognitiva.

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