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Salute

Depressione: se due farmaci sono meglio di uno

Uno studio su Lancet dimostra che l'aggiunta di un antipsicotico aiuta gli anziani che non trovano sollievo con un semplice antidepressivo

Un semplice antidepressivo spesso non basta per aiutare gli adulti più anziani a superare la depressione. Uno studio clinico multicentrico appena pubblicato sulla rivista The Lancet ha però appurato che l'aggiunta di un secondo farmaco, un antispicotico, al normale trattamento è in grado di aiutare molti di questi pazienti.

Il lavoro prende le mosse dai risultati di studi precedenti svolti su pazienti depressi più giovani, che hanno mostrato come l'aggiunta di una bassa dose di antipsicotico, l'aripiprazolo, riuscisse ad alleviare i sintomi della depressione in quei casi in cui un solo antidepressivo non si era dimostrato efficace. La nuova ricerca è la prima a dimostrare che la stessa strategia funziona anche in adulti più anziani. La combinazione di due farmaci non solo ha alleviato la depressione in un numero significativo di pazienti, ma ha anche ridotto la probabilità che avessero pensieri suicidi.

Male sottostimato

Il problema con i depressi anziani è che spesso il loro disturbo passa sotto silenzio, non viene diagnosticato e quindi nemmeno curato adeguatamente. Tra tutti coloro che invece cercano aiuto, ve ne è comunque una parte che non riesce a trovare sollievo con le terapie tradizionali. "E' importante ricordare che gli anziani non possono rispondere ai farmaci allo stesso modo dei giovani adulti", spiega il primo autore Eric J. Lenze, professore di Psichiatria all'Università di Washington. "Ci sono cambiamenti legati all'età nel cervello e nel corpo che suggeriscono che alcuni trattamenti possono funzionare in modo diverso, in termini di benefici ed effetti collaterali, negli adulti più anziani. Anche quando una strategia funziona per i pazienti trentenni, ha bisogno di essere testata in pazienti settantenni prima di poter essere considerata efficace negli anziani".

Lo studio, sponsorizzato dal National Institute of Mental Health, ha coinvolto 468 persone over 60 con una diagnosi di depressione, ed è il più grande del suo genere mai svolto sulle persone anziane con depressione. Ogni partecipante ha ricevuto una formulazione a rilascio prolungato del farmaco antidepressivo venlafaxina (nome commerciale Effexor) per 12 settimane. Circa la metà di questi pazienti erano ancora clinicamente depressi dopo 12 settimane di trattamento.

Sollievo possibile

"Sappiamo che in adulti più anziani con depressione, circa la metà non risponde ai farmaci", ha dichiarato Lenze. "Possono avere una risposta minima, ma saranno ancora depressi. La domanda alla quale volevamo rispondere era se c'è nient'altro che possiamo fare per loro". Quindi i pazienti che inizialmente non hanno risposto alla venlafaxina hanno continuato a ricevere il farmaco in abbinamento all'aripiprazolo o a un placebo. L'aripiprazolo spesso è stato prescritto per il trattamento della schizofrenia e di episodi maniacali associati al disturbo bipolare.

La combinazione di due farmaci ha portato a una remissione di depressione nel 44 per cento dei pazienti resistenti al trattamento, rispetto a solo il 29 per cento di coloro che avevano ricevuto il placebo. E gli effetti collaterali? Secondo gli autori se ci sono tendono a essere lievi e di breve durata. Alcuni pazienti che hanno preso la combinazione dei due farmaci hanno sperimentato irrequietezza, altri hanno sviluppato una certa rigidità, chiamata lieve parkinsonismo. "I potenziali benefici superavano gli effetti collaterali", ha detto Lenze, aggiungendo che quelli che i ricercatori si aspettavano di vedere, come aumento di peso e problemi metabolici, non si sono verificati.

L'obiettivo della ricerca futura resterà capire quali fattori possono rendere un paziente suscettibile ai benefici di questa cura combinata per poter mettere a punto terapie mirate.



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