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Salute

Contro la depressione c’è un antidoto: è sufficiente aiutare gli altri

Essere altruisti aumenta il benessere individuale e avvicina alla felicità, come gli ultimi studi neurofisiologici dimostrano

Credits: Gettyimages

di Francesca Bolino

Pensate al più cattivo dei cattivi. Pensate ad Anders Breivik, lo sterminatore norvegese dell’isola di Utoya. Riuscite a immaginare un brandello di altruismo in quel gelido assassino? Difficile. Eppure, un sopravvissuto alla carneficina (77 morti) ha raccontato che persino lui si è fermato di fronte a un bambino che gli implorava pietà: «Hai già ucciso mio padre, non sparare anche a me, non si uccidono i bambini». Breivik ha tentennato, poi si è allontanato.

Il lato buono del criminale? No, niente buonismo. Come spiega Silvia Bonino, in un saggio uscito dalla Laterza, Altruisti per natura, l’altruismo «non è un atto di buona volontà, bensì una manifestazione selezionata dall’evoluzione genetica». Di fronte ai più piccoli, scatta un riflesso di attenzione e di aiuto. È, dice Bonino, «un’astuzia dell’evoluzione per impedire ai più deboli di subire aggressioni». Il riflesso che ha paralizzato anche il più cattivo dei cattivi.

Ma se per Breivik si è trattato di un istante di eccezione, quasi un istinto animale, nella vita quotidiana di tutti noi non è così. Il vero motore del mondo, la rete che tiene insieme la società (proprio quella società che ci appare egotica), si fonda sull’altruismo.

Essere altruisti conviene e fa stare bene: aiutare gli altri aumenta il benessere individuale e avvicina alla felicità, come gli ultimi studi neurofisiologici stanno sempre più dimostrando. Giusto orgoglio, senso di soddisfazione e di stima, realizzazione di sé sono i doni dell’altruismo. Non c’è da stupirsi: l’altruismo è il migliore antidoto alla depressione.

È la «normalità del bene», sostiene Bonino, che si compone di grandi e piccoli gesti che compiamo ogni giorno, consciamente o inconsciamente. Anche nel più egoista di noi si nasconde un altruista. Un sorriso scambiato per strada, un grazie inatteso, per parlare solo dei gesti più banali. Ma se pensiamo all’intera nostra giornata, scopriremo che sono più numerosi di quanto non immaginiamo, sia quelli compiuti sia quelli ricevuti. Per non parlare del volontariato in tutti i campi: un fenomeno in crescita che spesso rivela una particolare ricerca del benessere individuale attraverso atti di dedizione agli altri. Una dimostrazione di più delle radici naturali e persino biologiche dell’altruismo.

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