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Salute

Colesterolo HDL: né alto né basso, il livello giusto è quello di mezzo

Secondo uno studio su oltre un milione e mezzo di uomini abbassa il rischio di morte prematura

Conoscete la favola del colesterolo cattivo, anche noto col temibile nome di LDL, e quella del suo antagonista buono, l'angelico HDL? Avere bassi livelli del primo tipo di grasso del sangue e livelli alti del secondo tipo è l'optimum per la salute. Così almeno abbiamo sempre pensato. I risultati di una ricerca che compare sul prossimo numero del Clinical Journal of American Society of Nephrology smentiscono in parte questa certezza.

Nell'ampio studio americano svolto su oltre un milione e mezzo di veterani, seguiti per 10 anni, è emerso che sia livelli alti sia livelli bassi di colesterolo HDL erano associati a un rischio più elevato di morte prematura rispetto a livelli intermedi. Quindi il mantenimento di un livello intermedio di lipoproteine da alta densità potrebbe essere il salvacondotto per la longevità. La notizia è di particolare interesse per le persone affette da malattie renali che spesso hanno ridotti livelli di colesterolo HDL e questo potrebbe in parte spiegare il loro rischio più elevato di morire prematuramente.

L'associazione tra bassi livelli di colesterolo HDL e più alto rischio di morte prematura era già emersa in altri studi epidemiologici, come il Framingham Heart Study ed altri. Questi però erano limitati dal fatto che il numero di pazienti in quelle coorti era relativamente piccolo rispetto all'attuale approccio che si affida ai Big Data. "I nostri risultati" conclude Benjamin Bowe, che ha condotto lo studio, "possono spiegare perché gli studi volti ad aumentare i livelli di HDL-C non sono riusciti a mostrare un miglioramento degli esiti clinici".

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