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Salute

Chikungunya, nel Lazio 13 casi: quel che c'è da sapere

L'immunologo Rezza: "Non desta preoccupazione e non è una novità, ma occorre disinfestare per limitare il contagio".

Tra Roma e Anzio i casi di febbre Chikungunya accertati e verificati dal Seresmi (Sistema regionale sorveglianza malattie infettive) sarebbero saliti a 13. La Asl chiede al Campidoglio di procedere a un piano straordinario di disinfestazione per eliminare le zanzare vettori della malattia. Con l'aiuto dell'immunologo Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, cerchiamo di fare chiarezza sulla situazione.

Che malattia è

La Chikungunya è una malattia virale di origine africana, che si trasmette tramite la puntura della zanzara tigre. Si tratta delle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (che trasmette anche febbre gialla e dengue) che si trova soprattutto in zone rurali, più raramente nei centri abitati.

Decorso e sintomi

Ha un'incubazione di 3-12 giorni dopo i quali manifesta sintomi simili a quelli di un'influenza. I principali sono febbre, dolori articolari piuttosto forti e spesso di lunga durata, eruzione cutanea pruriginosa. In genere non è grave, ma i dolori articolari possono essere molto fastidiosi, non per niente il nome Chikungunya in swahili significa "che contorce". Raramente è letale, se non in persone molto anziane e malate.

Quanti casi si registrano normalmente in Italia

La febbre Chikungunya causò un focolaio epidemico con oltre 200 casi in provincia di Ravenna 10 anni fa. Normalmente si riscontrano caso solo in viaggiatori che si contagiano mentre si trovano in paesi tropicali. Il focolaio di Anzio, iniziato probabilmente un paio di mesi addietro, può essere contenuto disinfestando la zona e abbattendo la densità delle zanzare. Naturalmente, dato che le persone si muovono su Roma, piccoli focolai possono insorgere anche in città. Su questi bisogna intervenire rapidamente.


Rischia di diventare endemica? C'entrano i cambiamenti climatici?

No, perché in inverno l'attività delle zanzare si riduce molto. Certo, cambiamenti climatici rilevanti potrebbero influire sulla durata e sulle dimensioni dei focolai epidemici.

Consigli per la prevenzione

Disinfestare è la cosa più importante. Nelle aree affette ci si può proteggere dalle punture di zanzara indossando indumenti che coprano braccia e gambe e semmai usando repellenti.

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