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Salute

Cerchi di perdere peso correndo? Il sistema nervoso ti rema contro

Uno studio rivela: il nostro cervello obbliga il corpo a muoversi sempre in modo da bruciare meno calorie possibili

Corse, camminate all’aperto o sul tapis roulant, passeggiate a passo spedito. Tutte ottime attività per bruciare grassi e calorie, ma il nostro corpo, indipendentemente dalla nostra volontà, non lo fa nel modo più efficiente allo scopo. Lo dice uno studio pubblicato su Current Biology condotto per dimostrare quello che la scienza ha già scoperto da tempo: siamo pigri di natura.

Anche quando facciamo movimento per tenerci informa e perdere peso c’è una sorta di meccanismo che si attiva per limitare le energie spese. Così, mentre camminiamo o corriamo, il nostro corpo sceglie in modo naturale come farlo nella maniera più efficiente per risparmiare calorie, limitando la velocità e adeguando la lunghezza delle falcate.

E in tutto questo c’entra il sistema nervoso che, in un modo che consciamente non possiamo rendercene conto, elabora le informazioni su come il corpo si dimena e ottimizza continuamente in tempo reale i movimenti per risparmiare più energia possibile. “Il nostro sistema nervoso in un certo senso lavora contro di noi quando cerchiamo di bruciare calorie” dice Max Donelan, professore di fisiologia biomedica e kinesiologia alla Simon Fraser University di Burnaby in Canada e tra gli autori dello studio.

I ricercatori lo hanno dimostrato applicando a un gruppo di persone dei tutori meccanizzati alle gambe, progettati in modo da alterare il normale modo di camminare generando resistenza sull’articolazione del ginocchio. Mentre i volontari camminavano su un tapis roulant indossando i tutori, gli scienziati analizzavano come la loro andatura si adattasse alla imbracatura meccanica applicata alle gambe. In pochi minuti hanno quindi osservato come i soggetti hanno cambiato la propria camminata, e nel modo migliore per consumare meno calorie. “È la prova che il sistema nervoso è capace, in maniera per noi del tutto inconscia, di organizzare l’ottimizzazione dell’energia spesa durante il movimento” aggiunge Donelan.

“Per gli atleti è una buona cosa: significa che mentre corrono, per esempio, il corpo, tramite i comandi imposti dal sistema nervoso, tende a muoversi risparmiando energie, conservandole e rendendole disponibili per lo sprint finale, ma non è fruttuoso per chi invece ha bisogno di fare attività fisica per dimagrire”. Insomma, nonostante tutti gli sforzi che si fanno per consumare calorie correndo, il cervello tira il freno a mano.

Anche se hanno studiato dal vivo soltanto la camminata, i ricercatori sostengono che lo stesso meccanismo avviene per ogni movimento del corpo. È un lascito che abbiamo ereditato dai nostri progenitori, un adattamento che serviva ai nostri remoti antenati, che vivevano grazie alla caccia, di avere sempre delle riserve di calorie per condurre una nuova battuta se la precedente non era andata a buon fine. D’altronde solo un paio di generazioni fa la nostra specie non aveva bisogno di muoversi per restare in salute: i nostri bisnonni resterebbero scioccati se sapessero che spendiamo soldi e tempo per perdere peso, loro che quasi pativano la fame.

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