Salute

Celiachia e allergie: come riconoscerle e cosa fare

Dopo il caso della bambina celiaca di Crema, deceduta durante una gastroscopia, ecco le indicazioni dell'esperto per fare chiarezza

La celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, contenuto non solo in molti cereali, ma anche in alcuni farmaci – Credits: Thinkstock.it

È un esercito silenzioso quello dei celiaci, in costante aumento al ritmo di 135mila nuove diagnosi all'anno, con un incremento del 10% in 12 mesi. L'intolleranza permanente al glutine, una componente proteica di alcuni cereali, viene diagnosticata con sempre maggiore tempismo e accuratezza. Nonostante ristoranti, locali e persino case farmaceutiche si stiano adeguando sempre di più nel fornire prodotti privi di glutine, a volte capitano episodi tragici, come quello della bambina di Crema di appena un anno, alla quale era stata diagnosticata la celiachia dopo esami del sangue, deceduta in seguito ad una gastroscopia: le indagini chiariranno se la causa della morte sia da imputare all'esame, disposto per accertare la patologia e l'origine dei disturbi gastrointestinali. Ma di celiachia si può morire? "Di celiachia si può morire, ma non in maniera acuta, come nel caso della bimba in questione, che probabilmente aveva problemi di natura intestinale" spiega il prof. Giacinto Abele Miggiano, direttore del Centro di Nutrizione umana del Policlino Gemelli di Roma , esperto di celiachia.

Fondamentale, dunque, è la diagnosi precoce. Nei bambini, ad esempio, i campanelli d'allarme possono essere rappresentati da disturbi intestinali, diarrea o crescita ridotta. Negli adulti, invece, quali sono i sintomi più ricorrenti?

La sintomatologia più classicia riguarda l'apparato intestinale, con fastidi, gonfiori, mal di pancia o dolore vero e proprio, ma esistono anche altri fattori che possono indicare la presenza della patologia, come un'anemia che non risponde all'integrazione di ferro, o problemi alla tiroide

La celiachia è l'intolleranza permanente al glutine, una componente proteica in alcuni cereali, come avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e tricale. In Italia si stima che ne soffra una persona ogni 100 , ovvero circa 600 mila soggetti, anche se ne sono stati diagnosticati ad oggi quasi 150.000. A cosa è dovuta l'intolleranza? 

Si tratta di una reazione avversa ad alcuni alimenti. Quando mangiamo qualsiasi alimento, assumiamo centinaia di composti: basti pensare che anche solo un caffè contiene 200 differenti molecole. La maggior parte entra ed esce dall'intestino senza creare danni né vantaggi. Per vivere dobbiamo assumere 45 composti essenziali, ovvero i composti nutrienti (vitamine, minerali, amminoacidi, ecc). Esistono poi composti utili, chiamati nutraceutici perché paragonabili quasi a dei farmaci per le loro funzioni, come fibre e antiossidanti, che di per sé non sono indispensabili. Infine ci sono composti chimici, che possono far male: se sono nocivi per tutti siamo nel campo degli alimenti tossici (la mozzarella alla diossina o il pesce al mercurio, ad esempio, a distanza di tempo danno luogo a problemi), se invece creano disturbi solo ad alcuni soggetti, ecco che si parla di intolleranza.

Come distinguere la celiachia da un'allergia?

In entrambi i casi siamo nel campo delle reazioni avverse. Nell'allergia viene interessato il sistema immunitario, in maniera diretta e immediata: mangiando le fragole, ad esempio, compaiono bolle e orticaria, con le noci può crearsi un edema alla gola, ecc. Nel caso della caliachia, invece, c'è un'intolleranza al glutine dovuta ad una predisposizione genetica: viene ugualmente coinvolto il sistema immunitario, ma la reazione è dovuta al fatto che nei soggetti celiaci le cellule mirano a difendersi innescando un meccanismo autoimmune che col tempo danneggia la parete stessa o la mucosa intestinale. Se non si è predisposti geneticamente, la celiachia non insorgerà mai e per accertarlo occorrono alcuni accertamenti clinici.

Quali esami bisogna fare per avere una corretta diagnosi di ceiachia? E' sufficiente verificare la presenza di anticorpi alla gliadina e al glutine in genere?

Per avere certezza o meno di non manifestare la celiachia è utile verificare se si è in presenza di specifici geni come il DQ2 e DQ8: se sono positivi, si può avere la tendenza, magari nel corso degli anni e della vita, a manifestare la celiachia, mentre se sono negativo si può avere la certezza di non diventare mai celiaci. La gastroscopia, poi, accerta lo stato di salute dei villi (in caso di atrofia si è in presenza della malattia, NdR).

Esistono molteplici forme di celiachia, da quella intestinale a quella dermatologica (morbo di Duhring), così come è possibile che un soggetto celiaco sia completamente asintomatico o silente, fino a quando la malattia non si manifesta in forme più o meno conclamate o violente. Ma dalla celiachia si può guarire?

No, la celiachia è una intolleranza permanente, con la quale si deve convivere. Certo è possibile che alcuni soggetti, dopo anni di dieta, decidano di reintrodurre il glutine, ma questo può creare danni all'individuo in questione.  

Tornando alla cronaca, un farmaco, come un anestetico, può creare reazioni avverse?

Sì ed è per questo che è molto importante tenere aggiornate le fonti di glutine, come fa l'Associazione Italiana Celiachia , che sul proprio sito non ha solo il protuario degli alimenti cosiddetti a "spiga barrata", ma anche quello dei medicinali sicuri. Va tenuto comunque presente che sul "bugiardino" c'è sempre scritto se un farmaco contiene glutine o meno e le case farmaceutiche hanno tutto l'interesse a segnalarlo, dato il numero crescente di soggetti celiaci. Per migliorare la qualità di vita dei celiaci (ma non solo), al Policlinico Gemelli, invece, abbiamo attivato proprio di recente un sito internet che si chiama Gemelli@fornelli : l'idea è quella di mettere insieme tutte le indicazioni dei nutrizionisti con quelle dello chef Heinz Beck per far mangiare meglio tutti i pazienti del Gemelli e non solo. L'obiettivo è dare consigli per un'alimentazione sana, equilibrata e dal gusto migliore rispetto a quella che mediamente viene servita negli ospedali e in particolare nelle diete prive di glutine. Vorremmo insomma che i pazienti potessero avere pasti più gradevoli, ma anche che chiunque, anche da casa, possa ricevere dal sito risposte puntuali e adatte a casi specifici: dal benessere allo sport, passando anche per obesità e celiachia, alla quale è dedicata un'apposita sezione.  

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