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Salute

Caterina non si arrende

Non si arresta il dibattito sollevato dalla coraggiosa studentessa che ha dichiarato di essere viva grazie alla sperimentazione sugli animali

– Credits: Ansa

"Oggi va così così. Le giornate in ospedale sono sempre lunghe... Ancora molto stanca e ko. Grazie a chi mi sta difendendo. Anche se più che difese io preferisco le persone razionali che discutono, che si informano e si confrontano contro chi ha pareri opposti razionalmente, poi ben vengano le persone che sostengono quello che sostengo io, ancora di più in questo momento dove non riesco ad essere molto presente".
Caterina Simonsen, la studentessa padovana al centro del dibattito dopo le offese ricevute nei giorni scorsi perché aveva fatto osservare di essere viva grazie alla sperimentazione animale, ha postato questo messaggio sulla sua pagina Facebook. Insieme al messaggio, Caterina, dall'ospedale di Padova, ha postato anche una sua foto, in primissimo piano, con il suo respiratore.

Il dibattito e gli insulti

Caterina è finita al centro di un dibattito più grande di lei. Di certo non immaginava che quella foto diffusa qualche giorno prima di Natale, quelle offese ricevute su Facebook, quei video accorati e sfocati con i quali ha risposto con garbo e pacatezza, suscitassero tutto questo. Perché Caterina Simonsen, la 25enne di Padova che ha ricevuto pesantissimi insulti dopo aver fatto notare che la sperimentazione animale le ha consentito di vivere, è in ospedale, dove combatte una quotidiana battaglia contro una serie di malattie che le rendono la vita già abbastanza complicata. E dove sta ricevendo una grande solidarietà, soprattutto dal web.  
"Io sono ricoverata perché sto male. Non è il momento per interviste. Poi, comunque, la mia idea l'ho espressa in tre video. Per cui gradirei, almeno per adesso, di non essere disturbata. In questo momento vorrei visite solo di amici veri. Pace e bene, migliori auguri a tutti", ha scritto, in un appello su Facebook, rivolto soprattutto ai giornalisti che l'hanno cercata.    

La solidarietà

E anche la mamma di Caterina, al suo fianco nel reparto di pneumologia dell'ospedale di Padova per le terapie, ha chiesto un po' di serenità: "È un momento difficile, abbiamo un sacco di cose da fare e certo questa vicenda non facilita le cose".    
La vicenda, però, continua a far discutere. Dopo gli orribili insulti, in qualche occasione c'è stato anche chi le ha augurato addirittura la morte, a lei sono arrivati in questi giorni migliaia di messaggi di solidarietà. Fra cui quello della facoltà di veterinaria dell'Università di Bologna che Caterina frequenta, compatibilmente con le esigenze della sua salute.

La vicenda ha finito per interessare anche la politica. Il segretario del Pd Matteo Renzi ha affidato il suo messaggio ai social network: "Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza: io sto con Caterina".
Il senatore del Ncd Carlo Giovanardi, dopo aver espresso solidarietà alla giovane, ha chiesto alle associazioni, prima fra tutte la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente di Michela Vittoria Brambilla, di prendere le distanze in maniera netta dalle persone che hanno offeso Caterina.    
L'associazione della Brambilla ha affidato la risposta alla biologa Susanna Penco, ricercatrice dell'Università di Genova e malata di Sla, che ha condannato gli insulti e le minacce, ma ha anche invitato a non strumentalizzare questa situazione. "Mi sconfortano - ha detto - le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili, ma non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio".

La risposta degli animalisti

L'associazione animalista Aidaa presenterà una denuncia alla polizia postale contro chi ha offeso con minacce di morte Caterina Simonsen. "È nostro interesse come animalisti - spiega una nota dell'associazione che si batte contro la sperimentazione sugli animali - fare emergere la verità ed isolare chi sfrutta questa situazione".
L'Aidaa vuole "far emergere la verità: e cioé che nessun animalista vero è responsabile delle minacce a Caterina per le sue convinzioni sulla sperimentazione animale". Secondo Aidaa, gli insulti provengono "da persone non certamente appartenenti al mondo animalista che per sua natura è pacifico ed antifascista". "Ma allo stesso tempo - prosegue la nota - va condannato chi sta montando una indegna campagna contro il diritto di chiedere una legislazione che preveda l'abolizione della sperimentazione animale".   (ANSA).

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