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Salute

Cancro: il ruolo dell'aspirina dipende dal DNA

Uno studio ha individuato tre varianti nel genoma che determinano il ruolo degli anti-infiammatori nel diminuire o aumentare il rischio di cancro al colon retto

La promessa delle medicina personalizzata è che un giorno, quando la nostra conoscenza del codice genetico e delle sue implicazioni sull'effetto dei farmaci e la nostra capacità di analizzarlo rapidamente saranno molto maggiori di come sono oggi, sarà possibile curare ciascuno nel modo più adatto non solo alla sua malattia ma anche al suo specifico bagaglio genetico.

Ad alcune domande sul perché l'effetto di certi farmaci varia da persona a persona siamo comunque già in grado di rispondere. L'ultima novità in tema arriva da uno studio appena pubblicato sul Journal of the American Medical Association che ha indagato il ruolo dell'aspirina nella riduzione del rischio di cancro al colon-retto basandosi sull'analisi del DNA di oltre 17.000 persone in quattro paesi. I ricercatori hanno individuato tre varianti genetiche che sembrano influire sul potere che l'aspirina e in generale gli anti-infiammatori non steroidei hanno di abbassare o aumentre il rischio di sviluppare un tumore in quella sede. Questo tipo di neoplasia colpisce in Italia 40mila donne e 70mila uomini ogni anno.

Attingendo ai dati di 10 studi a lungo termine che monitoravano pazienti con una diagnosi di cancro del colon, insieme a volontari sani simili per età, genere e altri fattori demografici, gli autori della ricerca hanno avuto accesso non solo alle risposte dei partecipanti in merito all'assunzione di farmaci, compresi aspirina, ibuprofene e naprossene, ma anche a loro campioni di DNA. Tra i 3 miliardi di coppie di basi formate da Adenina, Timina, Citosina e Guanina (A T C G) vi sono alcuni punti del genoma nei quai alcuni di noi hanno una lettera e altri un'altra. Queste variazioni dalla "norma" sono dette poliforfismi a singolo nucleotide (SNP) e gli studiosi ne hanno presi in considerazione 2,7 milioni, restringendo alla fine l'analisi a tre.

Tutti e tre sono risultati in grado di influenzare il modo in cui gli anti-infiammatori modificano il rischio di cancro: chi aveva la versione comune di questi SNP, se prendeva i farmaci aveva un rischio del 34% più basso di contrarre il tumore del colon-retto, mentre in chi presentava la versione diversa di uno dei tre nucleotidi, l'aspirina e gli altri antidolorifici non portavano alcun beneficio e, anzi, in qualche caso aumentavano addirittura il rischio. In particolare per uno dei polimorfismi, rs10505806, sul cromosoma 12, l'assunzione di anti-infiammatori in chi presentava la variante (il 5% del totale) comportava un aumento del rischio di cancro del colon-retto del 56% rispetto a chi non lo aveva.

L'aspirina quindi non va considerata una panacea e la sua assunzione quotidiana non porta benefici a tutti: in alcuni al contrario aumenta il rischio di tumore.

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