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Salute

Bambini più sani dagli embrioni congelati

Le donne che rimangono incinte con questa tecnica hanno neonati con meno problemi, e parti con minori complicazioni

Credits: David W.Hamilton/Tipsimages

Un po’ come i surgelati, che risultano spesso più sani e sicuri del cibo «fresco». Non suoni irriverente il confronto, ma è quello che ci è venuto in mente leggendo la notizia che le donne che, grazie alle tecniche di fecondazione artificiale, rimangono incinte con embrioni precedentemente congelati tendono ad avere bambini più sani rispetto a quelle nelle quali gli embrioni ottenuti vengono subito reimpiantati. Hanno meno parti prematuri (quindi un rischio minore di neonati sottopeso o con problemi alla nascita) e, durante il parto, vanno incontro a minori complicazioni.

L’indagine, apparsa sulla rivista Fertility and Sterility, si è basata sull’analisi di 11 studi su 37 mila donne inglesi diventate madri con tecniche di fecondazione assistita, in cui gli ovuli sono estratti dalla donna e fecondati prima di essere reimpiantati; gli embrioni non utilizzati vengono congelati per essere reimpiantati mesi o anni dopo. Gli autori dello studio hanno visto che proprio in quest’ultimo caso i neonati erano più sani.

Le ragioni? I ricercatori azzardano un paio di ipotesi: gli embrioni congelati vengono impiantati nell’utero molto dopo che le ovaie dell’aspirante madre sono state stimolate con i farmaci, quindi gli ormoni hanno avuto il tempo di tornare a livelli normali e il feto può svilupparsi in un ambiente più naturale. Un’altra teoria è che sono gli embrioni di maggiore qualità a sopravvivere bene al congelamento, destinati quindi a diventare neonati più «fortunati».

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