Salute

I disturbi del linguaggio? Si scoprono in culla

Parte un progetto per individuare nei bambini di sei mesi eventuali problemi dell'apprendimento

Studiare il cervello e le abilità neuropsicologiche di bambini molto piccoli per individuare precocemente eventuali segnali collegati alla comparsa, negli anni successivi, di disturbi del linguaggio. Obiettivo: arrivare a una diagnosi tempestiva per mettere a punto terapie e interventi efficaci.

A questo lavora Chiara Cantiani, giovane ricercatrice che ha vinto una delle borse di studio offerte dalla Fondazione L’Oréal nell’ambito dell’iniziativa L’Oréal-Unesco for women in science. A Panorama racconta il suo progetto.

Che cosa andate a vedere, esattamente, nei bambini nati da poco?

In un neonato di pochi mesi verifichiamo la capacità di elaborazione acustica: l’abilità di distinguere i suoni in base a diverse caratteristiche. Capacità che viene prima della comparsa del linguaggio.

E perché è così importante?

Si tratta di abilità neuropsicologiche di base che possono funzionare come marker molto precoci di rischio.

Cosa fate esattamente?

Intanto, siamo partiti da un presupposto: che i ragazzini già grandi con disturbi del linguaggio e dell’apprendimento mostrano anche difficoltà nell’elaborare i suoni. Le due cose vanno insieme. Ma non possiamo ovviamente studiare il linguaggio nei neonati, che non l’hanno ancora.

Quindi?

Presentiamo a bambini di sei mesi coppie di suoni molto rapidi in cui variamo frequenza e durata.  E vediamo se i piccoli riescono a distinguerle le une dalle altre, a capire la differenza. Cosa che di solito i bambini sanno fare. Se manca questa capacità di distinzione significa che c’è qualcosa che non va, è un segnale sospetto.

Quanti bambini analizzerete?

Prevediamo, nel nostro studio pilota che partirà in estate e durerà 10 mesi, di reclutarne almeno una cinquantina: con un fratellino più grande che ha disturbi del linguaggio, o genitori che hanno avuto problemi simili, e un gruppo di controllo senza rischi familiari. Trovare marker precoci è  il punto di partenza per mettere in piedi interventi di riabilitazione che possano stimolare le abilità carenti e  e compensare il difetto in modo più tempestivo dei trattamenti tradizionali.

Quali sono, nei bambini, i problemi più comuni del linguaggio?

Di tipo espressivo o di comprensione. Iniziano a parlare più tardi o hanno difficoltà a comprendere il linguaggio. Oppure hanno disturbi della lettura e dell’apprendimento, come la dislessia evolutiva.

Esistono fattori di rischio ambientale?

Alcuni fattori di rischio ambientali potrebbero avere un effetto, come lo stato socioenomico e il livello di scolarità dei genitori, nel senso di  una carenza di stimoli culturali; e poi hanno anche il fumo materno in gravidanza, le nascite premature, lo scarso peso alla nascita.

Se un genitore sa, in fase precoce, che il suo bambino avrà disturbi del linguaggio, cosa può fare?

Saperlo prima consente allo specialista di indirizzare i genitori a centri specializzati, con giochi e tecniche che allenano, nei bambini anche molto piccoli, questo questo tipo di abilità.

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"L’Oréal-Unesco for women in science" promuove il ruolo delle donne (spesso sottovalutato) nella scienza. In particolare, premia scienziate affermate e finanzia con borse di studio giovani ricercatrici che lavorano in progetti promettenti, che abbiano ricadute concrete. In tutto il mondo "For women in science" sostiene oltre 1.700 scienziate di 108 paesi. E, ogni anno, le donne premiate sono 230 (5 laureate e 225 borsiste).

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