Salute

Autismo, troppe ecografie in gravidanza?

Secondo recenti studi troppi ultrasuoni potrebbero danneggiare il feto e favorire l'insorgere dei problemi

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Tante, forse troppe ecografie. Sono quelle che vengono prescritte durante la gravidanza o che, altrettanto spesso, vengono richieste dalle stesse donne, specie se aspettano il loro primo figlio. Il motivo principale? Essere certe che il feto sia in buone condizioni di salute e non abbia malformazioni o problemi di sorta. Eppure recenti studi sembrano invece evidenziare una connessione tra gli ultrasuoni a cui vengono esposti i feti e l'insorgere dell'autismo.

È il caso di una ricerca condotta su 15.151 donne incinte, pubblicata sul New England Journal of Medicine e riportata da The Daily Beast , che mostra come il fatto di sottoposrsi a più ecografie non migliori affatto le conoscenze sulla salute del nascituro. Lo studio, realizzato da un team di 6 ricercatori nell'arco di 4 anni, ha messo a confronto le donne che si erano sottoposte a due controlli con gli ultrasuoni durante la gravidanza e donne che avevano fatto ricorso a questi esami solo quando altre evidenze mediche li avevano resi necessari. Il risultato è stato che l'esito delle indagini mediche sul feto non cambiava. Dalle ricerche è anche emerso che, anche nei casi in cui la tecnologia a ultrasuoni aveva permesso di scoprire anomalie nel feto, la probabilità di sopravvivenza di quest'ultimo o meno non cambiava in entrambi di gruppi di donne. Quello che di sicuro cambiava, invece, era il costo di questo tipo di esami, calcolato in 1 miliardo di dollari all'anno per le donne in gravidanza negli Stati Uniti.

Costi a parte, se sull'utilità di queste indagini diagnostiche ci sono dubbi, a crearne di nuovi anche il loro reale beneficio o piuttosto il rischio che possano nuocere al nascituro. Secondo un altro studio, condotto su un campione di 2.834 donne in gravidanza, suddivise in due gruppi, si è potuto osservare come le gestanti che effettuavano 5 esami con ultrasuoni c'erano molte più probabilità di avere una limitazione della crescita intrauterina, ovvero la possibilità che il feto non si sviluppasse in modo mornale. Insomma, per ironia della sorte, un esame che serve a diagnosticare eventuali problemi di sviluppo del feto, potrebbe finire proprio col creargliene.

Nonostante l'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomandi che le ostetriche spieghino vantaggi e svantaggi nel sottoporsi a questo esame, lo stesso ente non consiglia esplicitamente questo tipo di screening. L'ACOG, infatti, spiega che gli ultrasuoni possono ridurre la mortalità fetale, perchè le donne che scoprono che il feto che hanno in grembo non potrà sopravvivere, scelgono l'aborto. Lo stesso ACOG, per, chiarisce che non ci sono prove effettive che l'esame in se' possa ridurre la mortalità in altri modi.

"L'ecografia dovrebbe essere effettuata solo dietro una valida indicazione medica e con un'esposizione la più breve possibile, necessaria solo per ottenere le informazioni necessarie" si legge su Williams Obstetrics, un testo di 1.385 pagine per le ostetriche. Il problema starebbe proprio nella possibilità che l'esposizione a ultrasuoni possa dare effetti colleterali negativi, aumentando la possibilità di insorgenza di distrurbi neurologici.

Da uno studio del 2006 del dottor Pasko Rakic, un esperto di neurologia alla Yale University School of Medicine, emerse che l'esposizione prenatale a ultrasuoni nei topi provocava una alterazione nella distribuzione dei neuroni nel cervello durante lo sviluppo di quest'ultimo e della intelligenza. In particolare, una minor percentuale di cellule migrava verso la parte più superficiale della corteccia, mentre la maggior parte andava verso la parte inferiore e la materia bianca.

Un risultato del genere scoraggiò in un primo tempo Rakic dal pubblicare lo studio, perchè avrebbe potuto scoraggiare le donne in gravidanza dal sottoporsi ad accertamenti clinici. Poi però decise di ignorare le conclusioni troppo significative e si limitò a sostenere che tutti gli usi non medici degli ultrasuoni nelle donne in gravidanza avrebbero dovuto essere evitati.

Altri studi sono stati condotti in questa direzione, arrivando a conclusioni analoghe. Del resto, il fatto che gli ultrasuoni abbiano effetti sulle cellule, e in particolare che dividano, muovano e creino "minicolonne" di cellule, è provato dal loro uso in caso di fratture ossee.

Oggi negli Stati Uniti ci sono molti più bambini con danni neurologici rispetto al passato. Nel 2007 si contavano 5,4 milioni di bambini - pari all'intera popolazione della Finlandia - con disordini dell'attenzione, e oggi ad un bambino su 88 viene diagnosticato un disordine riconducibile ad una forma di autismo. Lo stesso tipo di problema si verifica in altri Paesi industrializzati, come Gappone, Norvegia, Danimarca, Australia, Francia, Germania e Canada. Si tratta di Stati differenti per caratteristiche geografiche e culturali, con protocolli di vaccini diversi tra loro, ma che hanno una cosa in comune tra loro: la maggior parte delle donne incinte viene sottoposta a esami regolari durante la gravidanza, che comprendono ecografie e monitoraggio cardiaco.

Il sospetto neppure troppo velato, almeno secondo Jennifer Margulis, autrice del libro The Business of Baby , è che ci siano interessi economici che spingono i medici a non dire tutta la verità su questi e altri esami, come recita il sottotitolo del testo: What Doctors Don't Tell You (quello che i dottori non ti dicono).

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