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Salute

Arachidi e un probiotico per curare l'allergia alle arachidi

Uno studio ha dimostrato l'efficacia della terapia che consiste nel somministrare piccole dosi del cibo che provoca l'allergia insieme a batteri probiotici

Per curare una grave allergia alimentare, il modo migliore potrebbe essere l’opposto di quello raccomandato fino a non molto tempo fa: invece di evitare il cibo incriminato, somministrarlo in dosi piccolissime, sotto controllo. Il problema è capire quanto gli effetti di questa forma di terapia durino nel tempo.

Costruire la tolleranza

A testare in uno studio controllato questa particolare ricetta e la sua efficacia è stato un gruppo di ricercatori australiani del Murdoch Children’s Research Institute. Sessantadue bambini gravemente allergici alle arachidi sono stati sottoposti a una forma di immunoterapia che consisteva nella somministrazione di piccole dosi dell’allergene contenuto nelle arachidi ogni giorno, per un anno e mezzo.

Metà di loro, oltre alla sostanza cui erano allergici, ha ricevuto anche dosi di batteri probiotici, che secondo i ricercatori potrebbero aiutare il sistema immunitario a sviluppare la tolleranza. Alla fine del periodo di osservazione, l’80 per cento dei bambini era in grado di mangiare le arachidi senza particolari problemi.

Nell’ultimo studio, pubblicato su Lancet Child and Adolescent Health, i ricercatori hanno voluto verificare se questo effetto positivo resistesse ancora. Così è stato. Il risultato migliore si è avuto tra i bambini che avevano assunto il supplemento di probiotici: 16 su 24 di loro, a distanza di quattro anni, potevano consumare il cibo cui erano stati allergici. I ricercatori segnalano che in entrambi i gruppi si sono avuti alcuni casi di reazioni, ma nessuna grave e tale da mettere in pericolo la vita.

Un fatto particolarmente importante dato che le arachidi sono la prima causa di morte per anafilassi.

Verso una terapia di tutte le allergie alimentari?

Le allergie nascono quando il sistema immunitario riconosce come nemico da attaccare una particolare proteina contenuta in un cibo e gli scatena contro una categoria di anticorpi chiamati immunoglobuline che, a loro volta, provocano i sintomi tipici: gonfiore, prurito, caduta della pressione sanguigna e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie e choc anafilattico.

Secondo gli autori, il nuovo studio dimostra che l’immunoterapia basata sulla somministrazione di piccole dosi della sostanza cui si è allergici, con un supplemento di probiotici è una strada efficace per il trattamento non solo dell’allergia alle arachidi, ma potenzialmente di quelle ad altri cibi. Si calcola che oggi interessino molte persone: da una persona su cento a una su venti.

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