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Salute

Anziani: l'Italia è il paese più 'vecchio' d'Europa

Il 20 per cento della popolazione supera i 65 anni: le dieci regole per invecchiare meglio.  

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– Credits: GettyImages

L'Italia è il paese più vecchio d'Europa, ma le condizioni di salute dei nostri anziani sono tra le migliori del Vecchio continente. Nell'area Ocse, è l'Italia l'unico Stato ad aver già raggiunto quota 20 per cento come proporzione di persone di 65 anni e oltre sulla popolazione totale e livelli inferiori al 25 per cento della quota di popolazione under 25. La regione con più donne anziane è la Liguria a pari merito con il Lazio con il 54,5 per cento, mentre le donne molto anziane risiedono in percentuale maggiore in Friuli Venezia Giulia, il 65,1 per cento. Nell'Italia di oggi, la popolazione di 65-74 anni corrisponde al 10,3 per cento della popolazione residente, mentre quella di 75 anni ed oltre è pari al 10 per cento. Emerge dal “Libro bianco 2012 sulla salute dell’anziano e l’invecchiamento in buona salute”, redatto dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

A livello territoriale, considerando la speranza di vita a 65 anni, le Marche, per entrambi i generi, mantengono il primato di regione più longeva, mentre la Campania conserva il primato negativo. Relativamente alla speranza di vita a 75 anni ed oltre, le donne presentano un'aspettativa di vita, in media, pari a 13,30 anni invece, per gli uomini, risulta pari a 10,76 anni.

Dal Libro bianco si evince una forte tendenza all’invecchiamento della popolazione con uno sbilanciamento, nelle età più avanzate, a favore delle donne: anche l’aspettativa di vita è a vantaggio del genere femminile, ma il divario si sta riducendo a favore degli uomini. La famiglia continua a svolgere una primaria azione di assistenza e cura, rappresentando l’elemento centrale per una qualità di vita accettabile: la maggiore concentrazione di anziani disabili si riscontra nel meridione e nelle isole e tra le diverse tipologie di disabilità esaminate la più diffusa è “difficoltà nelle funzioni”.

COME SI INVECCHIA

In generale, è scritto nel report 2012, nella classe di età 65-74 anni, c’è una riduzione della mortalità nettamente più marcata per gli uomini rispetto alle donne. Tale tendenza può essere, in parte, ricondotta al valore dei tassi femminili, che risultano molto più bassi e pari a circa la metà di quelli maschili. Nella classe di età 75 anni ed oltre si invertono le tendenze. Più di un anziano ogni quattro vive in un nucleo mono componente ed anche in questo caso si osserva un netto sbilanciamento verso il genere femminile. Questo divario può essere imputabile sia alla differenza di età fra i coniugi, che alla più elevata mortalità maschile, che rende le donne più a rischio di sperimentare l’evento vedovanza e di vivere sole per il resto della vita.

I rischi più frequenti per un anziano risiedono nelle epidemie influenzali stagionali, con le percentuali di copertura vaccinali attualmente conseguite ancora lontane dall’essere raggiunte. Si prevede un aumento dell’incidenza e della prevalenza delle malattie di Parkinson e Alzheimer, che colpiscono maggiormente gli uomini e che andranno a costituire una priorità socio-sanitaria per il servizio sanitario nazionale. Negli anziani, poi, la mortalità per suicidio ed autolesione è maggiore nel genere maschile ed aumenta con l’avanzare dell’età.

UN DECALOGO PER INVECCHIARE MEGLIO

L’Ufficio statistico europeo ha stimato che in Europa, entro il 2060, ci saranno solo due persone in età lavorativa, nella fascia 15-64 anni, per ogni persona oltre 65 anni, rispetto al rapporto di 4 a 1 di oggi. Il decalogo “Healthy ageing” fissa dieci regole basate sulle prove di efficacia per invecchiare in salute. Queste raccomandazioni si rivolgono alla popolazione adulta e anziana per rendere la vecchiaia sinonimo di salute, secondo lo spirito dell’anno 2012 dedicato “all’invecchiamento attivo e alla solidarietà intergenerazionale” dall’Unione europea. La prima raccomandazione è quella di curare la propria vita sociale ed i legami affettivi, magari scoprendo la pet-therapy per mantenersi attivi nel fisico e nella mente. Seconda regola è assumere cinque porzioni al giorno di frutta e verdura.

Tenersi lontani da sovrappeso e obesità è la terza regola d'oro. Quattro: praticare regolarmente attività fisica, scegliendo, a seconda delle necessità, discipline come lo yoga, il ballo, la danza, la camminata veloce. Quinta e sesta indicazione, evitare l'abuso di alcol, causa di malattie croniche e tumori, e il fumo. Il sole? È protagonista della settima regola: lo si consiglia ma senza esagerazioni. Utilizzare sempre le opportunità della prevenzione in medicina e fare attenzione agli incidenti domestici che uccidono il doppio di quelli stradali e dieci volte di più degli incidenti sul posto di lavoro sono le penultime regole. Ultimo consiglio degli esperti: limitarsi al corretto uso dei farmaci.

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