Salute

Angelina Jolie e la mastectomia: ecco cosa ne pensano gli esperti

L'attrice americana si è fatta asportare tutti e due i seni per prevenire il tumore. Abbiamo chiesto un parere agli oncologi italiani

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Operazione shock per Angelina Jolie. L'attrice statunitense si è infatti fatta asportare entrambi i seni per una mastectomia preventiva per ridurre i rischi del cancro. “I medici ritenevano che avessi l'87 per cento di probabilità di sviluppare un cancro al seno. Ho scelto di essere proattiva e di minimizzare al massimo i rischi. E ho deciso di ricorrere a una duplice mastectomia”, ha dichiarato.

Ma la sua scelta apre un dibattito ampio se sia giusto o meno effettuare interventi di tal genere. Follia o scelta appropriata? Secondo Laura Papi, genetista del dipartimento Scienze biomediche sperimentali e cliniche dell'Università di Firenze, “l'operazione è giustificata dai rischi che si corrono. Nelle pazienti con mutazioni che predispongono ai tumori della mammella e dell'ovaio la mastectomia bilaterale profilattica è uno degli interventi di elezione e spesso viene associata anche l'asportazione dell'ovaio”.

 

Di parere opposto è invece Stefano Cascinu, presidente dell'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) che dice chiaramente: “la scelta estrema di Angelina Jolie è rispettabilissima come scelta individuale, ma è profondamente sbagliato farne un modello per tutte le pazienti, come l'attrice lascia intendere nel suo lungo articolo. La mastectomia preventiva non è l'unica scelta in casi come quello della Jolie. L'alternativa è sottoporsi a controlli periodici, con risonanza magnetica ogni sei mesi-un anno. A quel punto la scelta è individuale. Vivere con l'ansia, la paura del tumore, che comunque si può sempre prevenire per l'appunto con controlli più frequenti di quelli normalmente consigliati, o risolvere il problema alla radice con l'intervento chirurgico. Un intervento che però non solo non è pienamente risolutivo”. E aggiunge: “Sono molto perplesso proprio perché se una donna così famosa e potente rende pubblica in questi termini la sua decisione rischia di creare un'emulazione, un modello valido per tutti, mentre è fondamentale che la scelta sia individuale, caso per caso, di concerto con i propri medici”.

Una persona che ha mutazioni nel gene Brca1, come nel caso di Angelina Jolie, ha una probabilità di sviluppare il tumore alla mammella che può raggiungere l'80 per cento, e per l'ovaio fino al 40 per cento. Una pratica che si sta diffondendo anche in Italia, anche se ancora si preferisce l'asportazione delle ovaie perchè la mastectomia bilaterale è vista come un intervento troppo invasivo dal punto di vista estetico. Dal dipartimento di Oncologia del Policlinico Umberto I, a Roma, aggiungono che “il rischio di un tumore non si azzera. Possono rimanere alcune cellule tumorali, il rischio residuo varia intorno al 10-15 per cento a seconda del tipo di intervento”.

Dall'Istituto nazionale tumori di Milano, pur mostrando interesse a questo tipo di intervento, avvertono: “Per le donne a rischio ereditario, la chirurgia preventiva non deve rappresentare una scelta obbligata ma va serenamente ponderata rispetto alla decisione di eseguire per tutta la durata della vita, uno stretto monitoraggio strumentale degli organi a rischio”. In pratica, il percorso che conduce ad un intervento profilattico al seno è basato su indagini genetiche e test ematici, e non solo sulla storia familiare di una madre o di una sorella con carcinoma mammario. “Non deve essere mai una scelta emotiva della donna coinvolta”, dicono dall'Istituto tumori.

Il primo intervento di mastectomia preventiva in Italia è stato effettuato lo scorso anno al San Matteo di Pavia. Una donna di 45 anni aveva avuto una serie di casi in famiglia e, a seguito di un test genetico, aveva deciso di sottoporsi all'operazione. Dopo l'asportazione, l'equipe della struttura di Senologia ha inserito alla donna alcune protesi, conservandole i capezzoli e la cute grazie ad una tecnica innovativa mai usata in precedenza. Alla fine della degenza, la donna è tornata a casa con il seno ricostruito e due piccole cicatrici nascoste sotto le ascelle. Nonostante il successo dell'intervento, e le tecniche notevolmente affinate negli ultimi mesi, gli oncologi del San Matteo invitano ancora oggi le donne a “essere molto caute prima di scegliere la mastectomia preventiva”.

Per chi non rientra nella casistica di Angelina Jolie, invece, ci sono norme precise per la prevenzione. Innanzitutto informarsi con i propri familiari su eventuali vicende cliniche della propria famiglia e chiedere al proprio medico quali sono i fattori di rischio per il tumore del seno. Opportuno poi fare una mammografia ogni anno dai 40 anni in poi, se il fattore di rischio è medio. Se il rischio è più elevato, coinvolgere il proprio medico chiedendogli quali test di screening siano i più adatti al proprio caso. 

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